Sono stati numerosissimi i cagliaritani che nel fine settimana si sono messi in fila per osservare l’interno della struttura costruita negli anni cinquanta.
Il padiglione del sale è stato costruito negli anni a cavallo tra il 1955 ed il 1958 per favorire l’efficientamento della movimentazione del sale proveniente dalla Saline di Molentargius.
La struttura dell’edificio ha una pianta rettangolare e presenta ampie volte di forma parabolica, realizzate in cemento armato con un sistema di silos per lo stoccaggio del sale.
Mediante nastri trasportatori ed elevatori, il sale veniva poi trasferito sulle navi.
La capacità dell’edificio consentiva uno stoccaggio fino a 10.000 tonnellate, prima dell’imbarco.
In occasione della XXXa edizione di Monumenti Aperti, è stata effettuata una ricerca d’archivio da parte dell’Istituto “Buccari-Marconi” presso l’Archivio di Stato.
Sono stati così ritrovati dei documenti originali, firmati dall’ingegnere Martinelli, cui deve essere di conseguenza attribuita la paternità del progetto del padiglione.
Fino ad oggi, invece, il Padiglione del Sale era stato attribuito all’ingegner Pierluigi Nervi; nonostante il ritrovamento della documentazione attestante la firma di Martinelli, è ben chiara, comunque, l’influenza dei modelli strutturali di Nervi.
A partire dal 2011, l’autorità portuale mise a punto un progetto di recupero e messa in sicurezza del Padiglione; successivamente, mediante un concorso di idee, si pensò nel 2014 di riqualificare l’area circostante, realizzando un parco.
I lavori furono completati nel 2021 e venne così realizzata un’ampia area adibita a verde, dotata di percorsi ciclabili, pedonali e naturalistici.
Si è proceduto così a riconvertire un’importante struttura di archeologia industriale, consentendo la realizzazione di un’area pubblica, fruibile da tutti.












