Cagliari, mamma rimproverata davanti ai bambini per il cane: “Un episodio che mi ha profondamente colpita”
Ha deciso di raccontare la sua versione dei fatti a Casteddu Online perché, più che la polemica, le sta a cuore il clima in cui crescono i più piccoli. È la storia di Cristina Albu, mamma cagliaritana, che riferisce di essere stata rimproverata in modo acceso all’esterno della piscina comunale mentre stava semplicemente andando a riprendere la figlia al termine del turno.
Secondo quanto racconta, Cristina si sarebbe fermata pochi istanti prima di entrare nella struttura, lasciando il proprio cane — un barboncino — al guinzaglio, legato alla ringhiera della scala esterna ma comunque all’interno della proprietà della piscina. “Ho chiesto a una signora che conosco di tenerlo d’occhio per un attimo, il tempo di entrare e uscire”, spiega.
All’uscita, però, l’atmosfera sarebbe cambiata bruscamente. “C’erano tanti bambini, mia figlia e i suoi compagni, tutti sereni dopo la lezione. Stavamo chiacchierando in un clima allegro quando sono stata affrontata dalla responsabile della piscina con toni molto accesi”. Cristina racconta di essersi sentita umiliata, soprattutto perché il rimprovero sarebbe avvenuto davanti ai minori: “È stato imbarazzante, per me e per mia figlia. Non era il contesto né il modo”.
La donna spiega di aver chiesto spiegazioni, domandando se esistesse un regolamento specifico che vietasse di lasciare per pochi minuti un cane legato in quel punto. “Non ho ricevuto risposte precise in quel momento, solo un rimprovero molto duro”, aggiunge.
Nei giorni successivi sarebbe arrivata una spiegazione diversa: la responsabile avrebbe chiarito che non è consentito lasciare un cane incustodito in qualsivoglia luogo. Ma Cristina non è convinta: “Io non l’ho lasciato davvero incustodito, avevo chiesto a una persona di guardarlo. E comunque si è trattato di pochi minuti, mentre il regolamento a cui fa riferimento la responsabile si riferisce al superamento delle 8 ore”. Cristina perciò rivendica il proprio comportamento e sottolinea anche l’indole del suo animale: “È un barboncino educatissimo, non si è mai mosso né ha dato segni di agitazione. Sa benissimo dove può e non può entrare”. E l’unico regolamento che riguarda gli animali domestici prevede il divieto di ingresso nei pressi delle vasche, negli spogliatoi, ristorazione e servizi igienici.
In ogni caso, al di là della questione normativa, ciò che più l’ha colpita è l’impatto umano della vicenda: “Parliamo di un luogo frequentato da bambini, dove si dovrebbe respirare serenità. Invece si è creato un momento di tensione che ha rovinato quell’atmosfera”.
Cristina Albu dice di non voler lasciar cadere la questione: “Non si tratta solo del mio caso. Vorrei che chi ha animali venga trattato con rispetto come gli altri, e che si faccia chiarezza su cosa è davvero consentito. Ma soprattutto, che si eviti di creare situazioni spiacevoli davanti ai più piccoli”.










