Ricordate il programma tv di realTime ‘Sepolti in casa’? Ecco, anche a Cagliari ci sono situazioni del genere: persone che vivono letteralmente sepolte da oggetti e cose vecchie e inutili, con grave compromissione di salute e benessere, in situazioni igieniche precarie. La Giunta comunale di Cagliari ha perciò deciso di intervenire e ha approvato all’unanimità un protocollo di intesa interistituzionale per la prevenzione e il contrasto del cosiddetto barbonismo domestico, un fenomeno in preoccupante aumento anche nel territorio cittadino. Si tratta di situazioni di grave disagio abitativo e sociale, caratterizzate da accumulo patologico di oggetti e rifiuti, condizioni igienico-sanitarie precarie, isolamento sociale e seri rischi per l’incolumità delle persone coinvolte.
Un dramma individuale che si trasforma spesso in un’emergenza collettiva: proliferazione di infestanti, cattivi odori, pericolo di incendi, sovraccarichi strutturali degli edifici e rilevanti ricadute sanitarie, ambientali e di sicurezza pubblica.
Di fronte a una problematica complessa e multidimensionale, l’amministrazione comunale ha ritenuto indispensabile adottare un approccio integrato e interistituzionale, capace di coniugare la tutela della persona fragile con la protezione dell’interesse pubblico. Non solo interventi in fase emergenziale, ma anche azioni preventive, formative e informative, in grado di intercettare precocemente le situazioni di disagio.
In questa direzione si inserisce il lavoro del tavolo tecnico interistituzionale con Servizi Sociali comunali, la Polizia Locale, il Dipartimento di Igiene Pubblica, il Dipartimento di Salute Mentale, il Servizio Veterinario, l’Autorità Giudiziaria, il Tribunale e la Procura di Cagliari – anche attraverso l’Ufficio soggetti fragili – oltre ai servizi comunali competenti in materia di politiche sociali, casa, igiene, decoro urbano e ambiente.
Dagli incontri è emersa la necessità di dotarsi preliminarmente di una cornice condivisa e legittimante: da qui l’approvazione del Protocollo di Intesa denominato “Bussare alla porta di casa degli invisibili”, pensato come base per lo sviluppo di piani operativi concreti, coordinati e tempestivi. Il provvedimento si fonda su un solido quadro normativo nazionale e regionale in materia di tutela della salute, servizi sociali e interventi sanitari obbligatori.
Un passo significativo, dunque, verso una gestione più efficace e umana di un fenomeno spesso nascosto dietro le porte chiuse delle abitazioni, ma che riguarda da vicino la salute, la sicurezza e la dignità dell’intera comunità.











