Cagliari, le palestre riaprono ma è caos sulle regole: “Serviranno 4 anni per recuperare i soldi persi”

Lunedì prossimo si riaccendono tapis roulant e sarà possibile sollevare pesi in tutte le palestre. Ma i titolari delle palestre non sorridono: “Dobbiamo ancora capire tutte le norme, nelle sale ci saranno limitazioni”. E c’è già chi dà appuntamento a settembre e si prepara a un’estate di fitness all’aria aperta

Non dal primo giugno ma dal 24 maggio. Il governo Draghi regala sette giorni in più alle palestre, potranno riaprire dopo tanti mesi di chiusura obbligata a causa del Coronavirus. L’ansia c’è, la voglia di ripartire idem ma, a prevalere, sembra essere il caos. Quello legato alle regole da seguire. Tapis roulant, pesi e tappetini sono pronti a essere utilizzati dai tanti cagliaritani amanti del benessere. Ma, tra docce vietate e contingentamenti all’interno delle sale, le regole da seguire devono essere “ancora sviscerate. Ripartiamo lunedì prossimo ma salvarsi è un’utopia, per recuperare i danni fatti da un anno di chiusure serviranno almeno tre o quattro anni, i nuovi incassi andranno spalmati su molti bilanci”, afferma Davide Dotta della palestra Athlon. “Iscrizioni? Avevamo congelato tutti gli abbonamenti, i soci che hanno già pagato non dovranno spendere, speriamo che arrivino nuovi iscritti. Durante il lungo periodo di chiusure si è tanto parlato di benessere generato dall’attività sportiva”. Ma c’è il nodo, appunto, sulle regole: “Non sono chiarissime. Le docce sono vietate, ma se sono box singoli dov’è il problema? Le lezioni di gruppo si potranno fare ma sempre tarandole sulla capienza delle singole sale, mantenendo il distanziamento. Si parla di 26 o ventotto persone al massimo, in media”.
Da via Palestrina, invece, dà appuntamento direttamente a settembre, da un’altra parte, Fernando Jorge, a capo della Real Training: “Sì, serviranno almeno 4 anni per recuperare le perdite. Nel nostro caso, ai 300 iscritti proporremo, per l’estate, lezioni e allenamenti all’aperto, nei parchi e al Poetto. Il titolare dell’immobile dove, per sei anni, abbiamo avuto la palestra, non ci ha rinnovato il contratto perchè vuole vendere tutto”, spiega Jorge. “Il prezzo che propone, 750mila euro, per noi è esorbitante. Apriremo, in autunno, da qualche altra parte in città. Intanto, io e i miei sei collaboratori faremo lezioni di pilates, functional training e preparazione atletica solo all’aperto”.


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