Cagliari, FIAB: “La rete ciclabile del PUC è incompleta e in parte non reale”.
È questa in sostanza l’idea che riassume le osservazioni finali al PUC sulla rete ciclabile di Cagliari inviate da FIAB Cagliari, con particolare riferimento al quadro progettuale della mobilità e alla tavola dedicata alla ciclabilità.
Secondo l’associazione, dall’analisi dell’ultima versione adottata dal Consiglio comunale emergono criticità rilevanti.
La prima riguarda l’assenza di una visione strategica complessiva. La rete ciclabile, così come rappresentata, appare frammentata: mancano continuità tra diversi tratti, collegamenti con alcuni quartieri e connessioni chiare con poli strategici come ospedali, scuole, università, aree sportive e nodi del trasporto pubblico locale. Non risultano inoltre definite le gerarchie della rete – primaria, secondaria e di quartiere – elemento fondamentale per garantire funzionalità e leggibilità dell’infrastruttura. “Una rete ciclabile non può essere un insieme di segmenti isolati, ma deve configurarsi come un’infrastruttura urbana continua”, sottolinea FIAB.
Altro punto critico riguarda la presenza di tratti disegnati ma non esistenti. Tra questi, via Jenner e la via Lungo Saline, oltre a viale Merello, indicato pur in assenza di un progetto esecutivo approvato. In altri casi, secondo l’associazione, i percorsi rappresentati non sarebbero compatibili con lo stato dei luoghi. “Pianificare su dati non corrispondenti alla realtà compromette la credibilità dello strumento urbanistico”, evidenzia FIAB.
L’associazione ribadisce poi la necessità di inserire o correggere alcuni collegamenti ritenuti strategici: la continuità lungo viale Marconi in chiave metropolitana verso Quartu e l’hinterland; l’asse viale Poetto–Lungomare, considerato fondamentale sia per la mobilità quotidiana sia per quella turistica; la connessione con il ponte ciclopedonale e il Parco di Molentargius, visto come corridoio ambientale prioritario; i collegamenti con gli ospedali, a partire dal Brotzu; un attraversamento ferroviario con connessione tra viale Trieste e via San Paolo, ipotizzando anche un ponte ciclopedonale; una rete effettiva nel centro storico, accompagnata da una reale applicazione delle Zone 30.
Proprio il centro storico rappresenta, secondo FIAB, uno dei nodi cruciali. L’associazione chiede l’attuazione concreta delle Zone 30, la promozione della ciclabilità promiscua in condizioni di sicurezza dove non sia possibile realizzare piste dedicate e un’integrazione efficace tra moderazione del traffico e segnaletica coerente. “Il centro storico deve essere il cuore della mobilità dolce, non un vuoto infrastrutturale”.
FIAB richiama inoltre la necessità di coerenza tra il PUC e il PUMS, da aggiornare, evitando disallineamenti tra pianificazione urbanistica e pianificazione della mobilità. Fondamentale, secondo l’associazione, è l’integrazione con il trasporto pubblico, i nodi di interscambio e i parcheggi di attestamento, includendo adeguati spazi per le biciclette e favorendo l’intermodalità.
Infine, l’associazione evidenzia che non basta tracciare linee su una tavola progettuale. Occorre distinguere tra piste ciclabili protette, corsie ciclabili, percorsi condivisi e strade a priorità ciclabile, scegliendo la tipologia più adeguata in base ai flussi di traffico, alle larghezze stradali e agli standard di sicurezza.
Il contributo di FIAB, precisano, non è polemico ma tecnico e costruttivo. Tuttavia, la presenza di errori, tratti non esistenti o incongruenze tecniche in un elaborato ufficiale rappresenta, secondo l’associazione, una criticità che deve essere corretta prima dell’approvazione definitiva. Il documento
“Una rete ciclabile incide sulla sicurezza stradale, sulla qualità dell’aria, sulla salute pubblica, sull’accessibilità urbana e sulla competitività turistica. Non può essere considerata un allegato secondario”.
FIAB Cagliari annuncia che continuerà a monitorare l’iter del PUC, a proporre integrazioni puntuali, a chiedere trasparenza e coerenza e a mettere a disposizione competenze tecniche e conoscenza del territorio. L’obiettivo è una rete ciclabile moderna, continua e sicura.
“Cagliari ha un’opportunità importante. Ma la rete deve essere reale, non solo disegnata”.










