Cagliari, la disperazione di Oss e educatori: “Senza lavoro da 2 anni, riaprite la nostra casa famiglia”

Sussidi in scadenza e la nera prospettiva della disoccupazione totale. Il personale della casa famiglia Il Girasole di Fluminimaggiore protesta sotto il palazzo dell’Ats: “Siamo in quattordici, tutti disoccupati: vogliamo tornare subito a lavorare”

I lavori sono terminati “a settembre 2019”, ma la casa famiglia Il Girasole di Fluminimaggiore è ancora chiusa. E gli Oss, gli educatori e gli infermieri, ormai con la Naspi agli sgoccioli, hanno protestato un’altra volta sotto la sede dell’Ats. Sono dipendenti pubblici ma gli stipendi glieli ha sempre pagati una cooperativa. Che non ha saputo dove rimpiazzarli, non avendo altre strutture. La richiesta è una: “L’Ats rispetti i patti verbali che ha preso con noi,ci siamo fidati”. Quattordici professionisti, tutti con tanti anni di lavoro alle spalle, che ora non hanno più nulla. Tra qualche settimana, nemmeno la Naspi, l’ultimo sussidio disponibile dopo la disoccupazione. Prossimo round lunedì, nuovo incontro con i vertici dell’Azienda per la tutela della salute, sempre a Cagliari.
Maria Giuseppina Lampis, 53 anni, è una delle educatrici: “Dal mese prossimo non avremo più nessun ammortizzatore, sociale, sono una professionista costretta a rivedere i progetti della mia vita. Ho un figlio di 14 anni e devo garantirgli la possibilità di andare a studiare nella scuola che vuole, l’anno prossimo. Abbiamo fatto tanti piani, a livello familiare, ma con uno stipendio solo si vive con molta difficoltà”. Spera nel “reddito di cittadinanza” Aldo Zuppante, educatore 61enne: “Almeno per sopravvivere, avevo un contratto a tempo indeterminato e lavoravo part time con tutti gli otto pazienti, ogni giorno. L’Ats rispetti gli accordi, sono mesi che attendiamo”.


In questo articolo: