Cagliari, invasione di rifiuti a Sant’Elia. Residenti in rivolta: “Vogliamo le telecamere”

Chili e chili di spazzatura tra via Schiavazzi e i “palazzoni” di piazza Falchi e piazza Demuro, e gli abitanti delle case popolari lanciano un sos: “Non siamo noi i ‘maiali’, quasi ogni giorno arrivano da fuori e buttano di tutto per le strade. Qui si sta nuovamente riempiendo di topi e blatte”.

L’elenco è lungo: materassi, frigoriferi, cucine a gas e pezzi di mobili, senza contare i sacchi ricolmi dei più “classici” rifiuti: tra residui di cibo, pannolini, scatolette di tonno e carne e bottiglie c’è davvero di tutto. A Sant’Elia sono numerose le “oasi della spazzatura”: nell’ultimo tratto di via Schiavazzi – quello più vicino alla svolta per via Uteri – ma soprattutto tra i pilotis e i passaggi dei “palazzoni” di piazza Falchi e piazza Demuro. Nel rione cagliaritano dove il porta a porta è già realtà da mesi, qualche giorno fa qualcuno ha incendiato tutti maxi mastelli condominiali: “Dovremo pagare di tasca nostra quelli nuovi, così ci è stato detto dall’amministratore del condominio”, afferma più di un residente. E sono proprio loro, le decine di famiglie che vivono negli alloggi popolari, che lanciano un sos: “Noi stiamo facendo la raccolta differenziata seguendo le regole, i rifiuti sotto le nostre case vengono portati qui da chi vive in altri rioni o anche fuori città”. Più di una volta, specialmente la sera e la notte, “ci sono automobili e anche furgoncini dai quali scendono persone che gettano rifiuti”. E la richiesta è una: “Vogliamo le telecamere, è l’unico modo per beccarli e per far capire a tutti che non siamo noi i ‘maiali’ che sporcano”.
Mariolina Corona ha 73 anni e vive da sempre a Sant’Elia: “Seguo una colonia di gattini, un furgone si è fermato e un signore ha gettato dei sacchi pieni di spazzatura per terra. Gli ho chiesto cosa stesse facendo e per tutta risposta sono stata insultata. Ma tante altre volte ho visto chi arrivava sin qui con dei camioncini pieni di rifiuti. Pago 650 euro di tassa sulla spazzatura, con le telecamere si potrà vedere chi crea questi scempi”, dice. Beppe Marongiu, pescatore di 61 anni, vive in piazza Falchi da pochi mesi: “Stiamo facendo la raccolta dei rifiuti in modo regolare, le telecamere possono essere una soluzione, qui a Sant’Elia ci sono pochi controlli, servono più controlli”. Molto arrabbiato anche Gianluca Perdisci, 44enne residente in uno degli alloggi della piazza: “È pieno di topi, c’è gente che butta l’immondezza arrivando da altre parti, noi la raccolta la facciamo bene. Sì, mi è stato detto che ci sono camion che arrivano e scaricano rifiuti. Qualche telecamera può essere davvero utile, sennò come facciamo a capire chi è che butta la spazzatura dove non deve? L’ultima mia bolletta della spazzatura è stata di quattrocento euro”. C’è rabbia e amarezza, dunque, tra chi vive a Sant’Elia: i loro appelli possono essere letti, nel corso delle prossime, sul nostro sito http://www.castedduonline.it/


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