Cagliari, diabetica insulino-dipendente senza sensori: “Al Binaghi impossibile parlare con la Diabetologia”
Da giorni tenta di contattare il reparto di Diabetologia dell’ospedale Ospedale Binaghi, ma senza successo. È la denuncia di Eliana Serri, una donna diabetica dal 1991 e in carico al reparto dal 2018, che racconta di trovarsi oggi senza sensori glicemici e con le ultime strisce reattive in esaurimento.
“È impossibile parlare con qualcuno – spiega – nessuno risponde al telefono, nemmeno passando dal centralino. L’unico modo è recarsi fisicamente in ospedale, ma anche così si rischia di essere rimandati a casa”.
Secondo quanto riferito dalla donna, le difficoltà di contatto con il reparto sarebbero una costante da anni. “Se il medico non è in servizio non si può fissare un appuntamento, perché l’agenda la tiene il medico stesso. Si viene invitati a tornare in altri giorni per ‘provare’ a trovarlo presente”.
La situazione si è aggravata nelle ultime settimane. Gli ultimi due sensori della fornitura annuale, in scadenza questo mese, sarebbero risultati difettosi. L’azienda produttrice, la Abbott Laboratories, dopo la segnalazione, avrebbe disposto la sostituzione dei dispositivi. Tuttavia, nel frattempo il piano terapeutico risulta scaduto e senza rinnovo non è possibile accedere a una nuova fornitura.
“Nel frattempo resto senza sensori – sottolinea – e le strisce per la misurazione capillare stanno finendo. Senza controllo glicemico e senza insulina un diabetico non sopravvive”.
La donna parla di una situazione “inaccettabile” e chiede che venga fatta luce sulle criticità del servizio: “Non è possibile che un reparto così delicato sia di fatto irraggiungibile. Parliamo di una patologia cronica che richiede monitoraggio continuo”.
Il diabete insulino-dipendente richiede infatti controlli quotidiani dei livelli di glucosio nel sangue e un costante adeguamento della terapia. L’assenza di dispositivi di monitoraggio può esporre il paziente a rischi seri, dall’ipoglicemia all’iperglicemia grave.
La segnalazione riaccende l’attenzione sull’organizzazione dei servizi territoriali e ospedalieri dedicati alle patologie croniche in Sardegna, con l’appello a garantire canali di comunicazione efficienti e continuità assistenziale per i pazienti più fragili.








