Si chiude questo venerdì (20 febbraio) “Sentieri del tempo. Archeologia per tutti”, il ciclo di conferenze promosso a Cagliari dal GAK – Gruppo Archeologico Karalitano, con il contributo dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale della Sardegna. L’ultimo incontro – in programma come sempre alla MEM – Mediateca del Mediterraneo (in via Mameli, 164) con inizio alle 10 – è affidato a Marco Muresu, ricercatore in Archeologia Cristiana e Medievale presso l’Università di Cagliari, che proporrà una lettura aggiornata della Sardegna tardoantica e bizantina, da Giustiniano all’avvento dei Giudici: un periodo spesso percepito come marginale, ma in realtà decisivo per comprendere continuità, trasformazioni e connessioni dell’isola nel Mediterraneo. Come tutte le precedenti, anche questa conferenza (la cui registrazione sarà poi disponibile sul canale YouTube @GAKGruppoArcheologicoKalaritan) è aperta al pubblico gratuitamente, con la possibilità di offrire un contributo volontario a sostegno delle attività del Gruppo Archeologico Karalitano.
Nato a Cagliari nel 1987, allievo di Rossana Martorelli, con cui ha conseguito la laurea in Archeologia (con una tesi sul monachesimo bizantino al Monte Athos, in Grecia) e sotto la cui guida ha terminato il Dottorato di ricerca nel 2017, Marco Muresu è stato ricercatore post-doc presso l’Università di Lancaster (Regno Unito) dal 2019 al 2023 nell’ambito del progetto internazionale “Power, society and (dis)connectivity in Medieval Sardinia”. Autore di numerosi articoli scientifici e di due monografie – una sul monachesimo del Monte Athos e l’altra sulla monetazione della Sardegna bizantina, elaborata dalla tesi di dottorato e premiata nel 2019 con il Premio Cimitile – si occupa del Mediterraneo bizantino, con particolare attenzione alla Sardegna, studiando soprattutto manufatti metallici, monete e sigilli. Nel 2020 ha ricevuto un Research Award dalla Dumbarton Oaks Research Library and Collection di Washington.
L’incontro di venerdì chiuderà dunque il ciclo di sette appuntamenti che, da ottobre, ha accompagnato il pubblico, sempre numeroso, di “Sentieri del tempo. Archeologia per tutti” in un viaggio attraverso la storia antica della Sardegna, dal prenuragico all’età medievale. Il percorso si era aperto il 22 ottobre con la lezione inaugurale (in streaming) della professoressa Giuseppa Tanda, dedicata alla preistoria della Sardegna e alle Domus de Janas; il 14 novembre, Emerenziana Usai ha guidato il pubblico alla scoperta dell’Eneolitico, l’Età del Rame, nell’Isola; nascita e sviluppo della civiltà nuragica nell’Età del Bronzo è stato invece il tema trattato il 28 novembre da Maria Rosaria Manunza; il 29 dicembre, Caterina Lilliu ha raccontato l’ultima fase nuragica e i rapporti col mondo mediterraneo; il 9 gennaio, Andreina Siddu ha approfondito il passaggio dalla presenza fenicia alla dominazione cartaginese, mentre due settimane dopo, il 23, Simonetta Angiolillo ha dedicato il suo intervento alla Sardegna romana.
Venerdì, con Marco Muresu, “Sentieri del tempo. Archeologia per tutti” completa dunque il suo percorso accompagnato da grande interesse e ampia partecipazione a ogni appuntamento, confermando l’impegno del Gruppo Archeologico Karalitano nella divulgazione e nella valorizzazione del patrimonio culturale dell’isola. Un impegno che si rinnoverà a breve con la seconda edizione di “Nuovi occhi sul passato”, il ciclo di conferenze organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università di Cagliari: in programma dal 14 marzo al 23 maggio sei incontri alla Cittadella dei Musei per “Leggere l’archeologia tra scienza, memoria e paesaggio”, come recita il sottotitolo dell’iniziativa che verrà presentata nei dettagli prossimamente.













