Cagliari, città spettrale col coprifuoco alla movida: tavolini vuoti alle 24, blitz della Polizia in piazza Yenne

Maxi puntualità dei titolari dei locali, stop a drink e gelati. Ombrelloni e tavolini “sbarrati”, controlli della Municipale. Tutti i clienti con le mascherine. I gestori: “Oggi poca gente, il vero banco di prova sarà il weekend”

Dalle chiacchiere al quasi silenzio, dai vassoi ai tavolini che si chiudono. Coprifuoco della movida “puntuale” a Cagliari nel primo giorno con le nuove regole del Dpcm di Conte. Da piazza Garibaldi a piazza Costituzione, da piazza Yenne al Corso Vittorio: stop a drink, panini, gelati e piatti a mezzanotte. I titolari dei locali non hanno avuto difficoltà a far liberare le sedie occupate dai clienti. Gli agenti della polizia Municipale, pochi minuti dopo mezzanotte, hanno attraversato piazza Yenne e, poi, il Corso, per verificare la chiusura di tutte le attività. Così sarà ogni giorno, almeno per il prossimo mese. Nel giro di pochi minuti, chi stava sorseggiando un drink o mangiando un gelato ha dovuto spostarsi, obbligatoriamente. Qualcuno è rimasto a chiacchierare seduto sulle panchine, altri se ne sono tornati a casa. E nessuno, o quasi, era sprovvisto di mascherina. La prima notte “chiusa” sembra quindi essere filata liscia.
Ma il vero banco di prova, sostiene più di un gestore di locale food, sarà il weekend: “In settimana c’è sempre poca gente in giro sino a tardi, da venerdì a domenica il discorso è diverso. Molti arrivano in città anche dall’hinterland, vedremo che cosa succederà”, spiega Giuseppe Giamberduca, gelataio di piazza Yenne, nella diretta Fb su Casteddu Online.


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