Cagliari, alla Marina camerieri argentini e pakistani: “I sardi? I contratti erano pronti ma sono spariti”

Colloquio fatto, documenti per l’assunzione già compilati dai ristoratori ma, poi, nemmeno un giorno di lavoro. In città sono numerosi i casi di giovani sardi che hanno rinunciato a lavorare nei locali. Agostino Sassone: “5 giorni alla settimana e 1200 euro rifiutati. Ho assunto un argentino”. Luigi Dedoni: “Si fanno avanti, gli proponiamo il contratto sicuro e spariscono, lasciandoci in enorme difficoltà: da me lavorano spagnoli e anche kirghisi”. GUARDATE il VIDEO

Hanno risposto agli annunci pubblicati sui siti online, specializzati, si sono presentati per il colloquio, spiegando cosa sapevano fare e convincendo i ristoratori ad assumerli ma, poi, sono spariti. E, in più di un caso, hanno anche bloccato il telefono del futuro datore di lavoro. È successo a Cagliari, in più di un ristorante della Marina, negli ultimi due mesi: da una parte giovani sardi desiderosi di lavorare come camerieri, dall’altra i ristoratori che, in vista dell’estate, hanno bisogno di ampliare l’organico. E ci sono riusciti, ma facendo entrare negli staff giovani stranieri: argentini, spagnoli e pakistani. “Non bisogna essere ipocriti, si tratta di un lavoro duro e molti giovani non sono propensi. Abbiamo fatto colloqui e contratti, andati a vuoto perchè il personale non si è presentato. Tre giovani sardi, dovevano fare i camerieri”, esordisce Agostino Sassone, titolare di un ristorante in via Barcellona. L’offerta di lavoro? “Tempo determinato, 1200 euro al mese, orari flessibili visto che lavoriamo soprattutto nel weekend e meno durante la settimana. Diciamo, in media, 8-9 ore al giorno 5 giorni alla settimana. Con pagamento maggiorato nei festivi e mance lo stipendio, alla fine, è più alto”. “E abbiamo anche pagato i cento euro previsti per la compilazione del contratto”, aggiunge il suo socio, Marco Aresu. Sassone non riesce a trovare un motivo certo per l’improvvisa fuga dei lavoratori: “Avevano mandato i documenti, non sono più venuti”. Può forse c’entrare il reddito di cittadinanza? “In una minima parte sì, perchè chi cerca un lavoro non ha il reddito. I giovani avevano tra i 23 e i 35 anni e dopo il contratto, firmato, hanno pure bannato i nostri numeri di telefono. Impossibile sapere perchè abbiano rifiutato”. E il contratto, alla fine, è andato “a un 23enne argentino. Un bravissimo ragazzo, lavora con noi da un mese. Non voglio dare tutte le colpe ai sardi, ma è chiaro che c’è un problema”.
Un problema con la P maiuscola, anche perchè rinunciare a un contratto “sindacale”, con gli strascichi della crisi legata al Covid, è tutt’altro che una scelta che si può fare a cuor leggero. Ne sa qualcosa anche Luigi Dedoni, alla guida di un ristorante in via dei Mille: “Da me lavorano uno spagnolo, un argentino, un kirghizo e un pakistano. Quattro camerieri, e i posti c’erano per tutti. Nelle ultime settimane tanti giovani sardi mi hanno dato appuntamento dopo aver letto i miei annunci”, racconta Dedoni, che ha proposto lo stesso identico contratto e stipendio del collega di via Barcellona: “Non potrei dare di meno, sono cifre decise a livello sindacale”. E anche lui, dopo aver verificato le capacità dei giovani, “tutti sardi”, si è ritrovato con un pugno di mosche: “Non si sono più fatti vivi. Non so cosa stia succedendo, forse è colpa della mancata formazione. Ma è un lavoro che si può apprendere giorno dopo giorno e che viene pagato il giusto”. Alla fine, chi sta uscendo con i piatti fumanti dalla sua cucina sono tutti giovani stranieri, che si sono presentati e hanno ottenuto il contratto a tempo determinato. E, nel caso di Dedoni, c’è spazio anche per una curiosità: “Da qualche giorno ho inserito nello staff un diciottenne che è nato e vive in città. Conosco il padre, si è vantato che col reddito di cittadinanza il figlio stava avendo 450 euro sicuri al mese. Gli ho detto che così è come viziarlo e non aiutarlo a crescere. Ha fatto due anni di Alberghiero, ha accettato di lavorare nel mio ristorante. Vedremo come andrà”. E, di sicuro, il ragazzo avrà l’opportunità di imparare qualche lingua straniera, vista la provenienza geografica dei suoi colleghi.


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