Sei trapianti in 48 ore all’ARNAS G. Brotzu di Cagliari: due di fegato, due di rene e due di cornea. Un’attività intensa che conferma il ruolo centrale dell’ospedale sardo in uno degli ambiti più complessi e delicati della medicina dei trapianti.
Un risultato importante che nasce prima di tutto da un gesto di straordinaria generosità: quello dei donatori e delle loro famiglie. Senza la cultura della donazione e la disponibilità a compiere una scelta altruistica, interventi di questo tipo non sarebbero possibili.
I trapianti di fegato sono stati eseguiti dall’équipe chirurgica diretta da Fausto Zamboni, quelli di rene dall’équipe guidata da Andrea Solinas, mentre i trapianti di cornea sono stati effettuati dal team coordinato da Massimo D’Atri. Interventi resi possibili dal lavoro congiunto di numerose équipe multidisciplinari che operano in stretta integrazione lungo tutte le fasi del percorso di cura, dalla selezione del donatore al follow up post-operatorio.
Fondamentale il coordinamento organizzativo garantito dal Centro regionale trapianti, diretto da Lorenzo D’Antonio, e dal coordinatore aziendale trapianti del Brotzu, Antonio Manti. Il delicato lavoro di procurement, dall’individuazione alla gestione dei potenziali donatori di organi e tessuti, viene svolto negli ospedali della Sardegna all’interno di una rete regionale che collabora costantemente con il Centro Nazionale Trapianti e con i presidi ospedalieri d’Oltre Tirreno.
Concentrare sei interventi di tale complessità in un arco di tempo così ristretto ha richiesto uno sforzo organizzativo significativo. Chirurghi, anestesisti, infermieri, tecnici, personale di supporto e servizi logistici hanno operato in modo coordinato per garantire sicurezza, continuità assistenziale e qualità delle cure.
Dall’1 gennaio 2026 a oggi, al Brotzu sono stati effettuati nove trapianti di organi solidi: cinque di rene, tre di fegato e uno di cuore. A questi si aggiungono sei trapianti di cornea, cinque trapianti di midollo osseo e una terapia CAR-T. Numeri che testimoniano un’attività costante e una capacità organizzativa consolidata.
Per il direttore generale Maurizio Marcias, i sei trapianti eseguiti in due giorni non rappresentano un semplice traguardo numerico, ma l’espressione concreta di un sistema che funziona, di un’organizzazione solida e di un patrimonio umano e professionale che costituisce il valore più importante dell’azienda ospedaliera.










