Cagliari, 200 portuali a casa senza cassa integrazione: “Salviamoli creando un’agenzia”

Dopo il “no” della Contship alla cassa integrazione, ecco la proposta del Mise: “Un’agenzia come per Taranto e Gioia Tauro dove far confluire i lavoratori”. Il sindaco Truzzu: “C’è tanta strada da fare ma noi ci siamo”

L’autunno bollente per i duecento lavoratori portuali di Cagliari, dopo il “no” della Contship al prolungamento della cassa integrazione, va avanti con l’intervento del Mise. E spunta fuori un possibile “salvagente”, già utilizzato in altri porti italiani: un’agenzia dedicata. A prospettare questa soluzione è stata la sottosegretaria al Mise, Alessandra Todde, durante un incontro in videoconferenza con l’Authority portuale, Invitalia, Regione, sigle sindacali e sindaco di Cagliari. “Nel corso di questi giorni, dopo il tavolo della scorsa settimana, ho interloquito con tutti gli attori per discutere le varie ipotesi da mettere in campo per garantire il futuro dei lavoratori.
Il ministero dello Sviluppo Economico, con il contributo di tutte le parti coinvolte, ha delineato un percorso condiviso per permettere la risoluzione della vicenda nel minor tempo possibile.
Sulla base di quanto è emerso al tavolo, da una parte è necessario approfondire tutti gli strumenti disponibili per integrare la Naspi – anche attraverso strumenti di formazione – garantendo nel breve periodo il reddito dei lavoratori. Dall’altra, analizzare la normativa con cui istituire un’agenzia, in base al precedente del porto di Taranto e di Gioia Tauro, in cui possano confluire i lavoratori in attesa che si chiariscano le prospettive della call gestita dall’Autorità Portuale”. Questo il progetto della Todde. Prossimo appuntamento tra dieci giorni per un nuovo tavolo di confronto.

Il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, incrocia le dita: “Siamo tutti al lavoro con lo stesso obbiettivo.  C’è tanta strada ancora da fare. Ma Noi ci siamo”.


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