Assemini, nuova ordinanza del Comune contro i fanghi acidi della Fluorsid: entro 180 giorni l’area deve essere bonificata “al fine di ripristinare lo stato dei luoghi e le condizioni di sicurezza sanitaria e ambientale del sito”.
Nuovo provvedimento firmato dal sindaco Mario Puddu per porre rimedio al disastro ambientale acclarato dal procedimento penale che ha coinvolto l’industria di Macchiareddu.
Sulla questione è intervenuto anche il GrIg, che ha ricordato: “Le dimensioni dell’inquinamento sono risultate devastanti.
Pur muniti delle più importanti certificazioni di qualità e sostenibilità ambientale, gli impianti della Fluorsid leader mondiale della produzione “di fluoroderivati inorganici per l’industria dell’alluminio” con “100.000 tonnellate all’anno di fluoruro di alluminio e criolite sintetica, materie prime principalmente destinate alla produzione di alluminio primario”, sono risultati al centro di un vero e proprio disastro ambientale”.
“Secondo quanto pubblicato sul sito web istituzionale Sardegna Corpo Forestale, nel dispositivo del decreto G.I.P. n. 2081/2016 del 9 maggio 2017 contenente provvedimenti restrittivi della libertà personale e di sequestro preventivo”, tra l’altro veniva contestato: “Una grave contaminazione dell’aria, per effetto della dispersione delle polveri nocive, altamente concentrate, provenienti dallo stabilimento Fluorsid dal cantiere di Terrasili.
Una grave contaminazione dei suolo, ascrivibile anzitutto alla diffusione delle polveri, e dimostrata dalle analisi dei campioni di suolo e di vegetali (di specie pabulari), prelevati da aree prossime allo stabilimento”.
Decolorazione e fragilità dentale i sintomi più evidenti, crescita anomala dei denti, zoppia e artrite per i poveri animali contaminati. “Le persone abitanti le zone periferiche dell’abitato di Assemini lamentavano che, specie quando spirava il vento, le polveri si infilavano in casa anche attraverso gli infissi, creando dappertutto una densa patina biancastra; tutti avevano lamentato bruciori agli occhi ed alle vie respiratorie, avevano riferito dell’odore acre e acido delle polveri. Alcuni avevano notato effetti nocivi sui figli minori”.












