Asl di Quartu, la beffa dei ticket: “Niente analisi, biglietti finiti”

Pazienti beffati questa mattina all’Asl di Quartu: finita la carta nella macchinetta dei biglietti, malati senza servizio dopo tanta attesa

di Tiziana Mori

Ore 9.00: mi appropinquo in zona viale Colombo, a Quartu, preparandomi ad una lunga attesa per pagare il ticket, e mentre varco la soglia della porta scorrevole, mi accoglie una folla di pazienti che mi avvisa quanto sia inutile che io mi sia recata li, perché non potrò effettuare il pagamento id est, fare la visita specialistica, dato che la macchinetta erogatrice dei foglietti li ha terminati. Mi rivolgo allora all’usciere che mi risponde di tornare il giorno successivo! Ora mi chiedo: è così difficile ricaricare la macchina distributrice dei numeri? Non solo, non si poteva sopperire consentendoci di utilizzare il Cd. antico metodo dell’accodarsi all’ultima persona in fila? No; i biglietti sono finiti, e ti arrangi. O torni il giorno successivo, o te ne vai altrove. Nel frattempo, dopo la manifestazione del mio disappunto, in tanti prospettano il loro ‘caso’, probabilmente per condividere il malessere generale.

Pertanto si passa dalla signora che si era presa un giorno di permesso dal lavoro, per effettuare le analisi del sangue, alla mamma con le analisi delle urine della bimba (deperibili in giornata, se non vengono esaminate subito) che dovrà pertanto rieffettuare l’iter e tornare il giorno dopo, infine alla vecchietta che aveva una visita prenotata da diversi mesi, e che, senza pagamento del ticket, non può accedere al servizio. Scopro poi, che questa storia va avanti da diversi anni; quindi i pazienti, se, pur arrivano in tempo di apertura dell’ufficio, e malauguratamente nella macchinetta finisce la carta, si vedono saltare pagamento del ticket e visita. È davvero vergognoso che Quartu, terza città della Sardegna non sia in grado di gestire un ufficio importante come quello in oggetto, e porti avanti una prassi di mala gestione di un servizio, creando indubbie difficoltà ai pazienti, peraltro paganti! Mi aspetto che chi di dovere intervenga, ricordandogli che la Salute è un bene primario da tutelare, e che l’accesso ai servizi per gli utenti deve essere prioritario, per una Asl che rispetti i cd. diritti dei pazienti all’erogazione dei servizi di sua competenza.


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