Antropologia, al Prof. Zerilli la direzione del prestigioso ANUAC

Il nuovo numero, il primo del 2015, è disponibile su Unica Open Journals, la piattaforma gestita dal Sistema Bibliotecario di Ateneo per la creazione e gestione di pubblicazioni scientifiche digitali dell’Università di Cagliari

E’ il prof. Filippo Zerilli, docente di Antropologia culturale della Facoltà di Studi umanistici dell’Università di Cagliari, il nuovo direttore del prestigioso periodico dell’Associazione Nazionale Universitaria degli Antropologi Culturali “ANUAC”, che avrà così sede presso il Dipartimento di Scienze sociali e delle Istituzioni dell’ateneo del capoluogo sardo. Il nuovo numero, il primo del 2015, è disponibile su Unica Open Journals, la piattaforma gestita dal Sistema Bibliotecario di Ateneo per la creazione e gestione di pubblicazioni scientifiche digitali dell’Università di Cagliari.

 

Al Dipartimento di Scienze sociali e delle Istituzioni spetta ora il compito di ospitare i lavori della redazione e del rinnovato comitato scientifico, che continua a tenere alto il valore internazionale di una rivista peer-reviewed di classe A: dalla scelta di ospitare pubblicazioni in cinque lingue – oltre all’italiano, l’inglese, il francese, lo spagnolo e il portoghese – ai contributi di docenti e ricercatori che seguono la produzione scientifica antropologica da diverse università europee ed extracomunitarie, ANUAC promette di attestarsi anche nella nuova direzione editoriale cagliaritana quale spazio aperto ai diversi orientamenti antropologici e alle differenti tradizioni di ricerca dell’antropologia italiana ed internazionale.

 

“Mentre larga parte del senso comune riconosce ancora gli antropologi culturali come i portatori di una scienza del diverso e dell’esotico – spiega Zerilli, intervistato dalla redazione del sito web dell’Ateneo – un numero consistente di ricercatori si interessa a fenomeni sociali non facilmente riconducibili al paradigma esotico, come testimoniano le analisi delle politiche di sviluppo, dei movimenti sociali, delle varie forme di attivismo, delle forme di procreazione assistita, delle nuove dinamiche del lavoro salariato, della finanziarizzazione dell’economia, e via dicendo. La ricerca antropologica in Italia nel 2015 si muove in linea con quanto avviene negli altri Paesi europei, anche per quanto riguarda la ricchezza e la diversità di indirizzi, di approcci, di interessi di ricerca”.

 

Il primo numero del 2015, online da fine luglio su UniCa Open Journals, ospita articoli di ricerca, saggi, recensioni e rubriche tematiche. Sette i contributi maggiori, con focus sull’antropologia politica, l’illegalità e la nozione di “credenza”.

 

L’intervista completa è disponibile su www.unica.it

 


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