È Pietro P. Che racconta quanto accaduto sabato: “Dopo l’infortunio è arrivato il 118, mi hanno portato al Sirai sebbene non sia presente il reparto di ortopedia. Siamo arrivati lì e come da copione non mi hanno potuto garantire nessuna cura, gli infermieri dell’ospedale mi hanno suggerito che l’unica opzione sarebbe stata chiamare un’ambulanza privata. E così abbiamo fatto, aspettando due ore quest’ultima.
Arrivata l’ambulanza privata, mi hanno trasportato da una barella all’altra senza nessun tutore e senza somministrarmi nessun antidolorifico nonostante i solleciti.
Finalmente si parte per Cagliari, ma l’ambulanza privata durante il trasporto è incappata in una grossa buca nella strada causando danni significativi che ne hanno reso impossibile l’utilizzo.
Ho dovuto attendere l’arrivo di un’altra ambulanza questa volta di nuovo del 118 e subire un ulteriore trasferimento da una barella all’altra, fortunatamente con il supporto del tutore fornito dal personale, tutto su una strada molto trafficata, buia e pericolosa.
La mia odissea è iniziata alle 16,30 con il trasporto verso il Sirai di Carbonia e si è conclusa a mezzanotte all’ospedale Brotzu di Cagliari dove ho ricevuto tutte le cure e ricovero necessario”.










