Alessandra Todde nomina i primi 10 capi di gabinetto: super stipendio da 124mila euro all’anno

Online nomi e curricula, offline polemiche e ancora provocazioni da parte del centrodestra che invita a smontare il pagatissimo poltronificio di Solinas per poi constatare che proprio chi lo criticava ferocemente ne sta volentieri prendendo possesso. Fra i nomi, alcuni che hanno mancato l’assessorato


Per le ultime notizie entra nel nostro canale Whatsapp

Centoventiquattromila euro all’anno, precisamente 123.698, per 5 anni salvo cambi in corsa, per stare a capo degli assessorati della giunta Todde: 10 sono già scelti, nomi e curricula sono online, mentre offline continuano le polemiche innescate dal centrodestra sul fatto che Pd e 5 stelle nel contestatissimo e costosissimo poltronificio di Solinas si sono accomodati e non hanno alcuna intenzione di smantellarlo.La giunta di Alessandra Todde continua a organizzarsi per essere nel pieno della sua operatività e, tra le polemiche politiche, prosegue le nomine degli staff di presidenza ed esecutivo. in realtà, non ostante il centrodestra metta tutto nel calderone, la figura del capo del gabinetto non è stata istituita con il poltronificio ma dalla legge regionale 32 del 1988 col compito “di assistere i componenti medesimi nei rapporti esterni e in quelli con gli apparati politici ed amministrativi e fornire un supporto tecnico-professionale idoneo ad assicurare l’analisi e il perseguimento degli obiettivi programmatici”. Stipendio 123.698 euro lordi l’anno, come un direttore generale ma senza le sue responsabilità amministrative. Mancano solo quelli che affiancheranno il vice presidente della giunta e assessore del Bilancio Giuseppe Meloni e l’assessore degli Affari generali Marilena Motzo, per il resto questo è il quadro definito: capo di gabinetto della presidente, nominato già da qualche settimana, è Luca Caschili; alla Cultura andrà Andrea Dettori di Sinistra Futura, docente, che aveva già ricoperto lo stesso ruolo nella giunta Pigliaru; poi Pierpaolo Fois, dipendente del Comune di Quartu per l’assessore degli Enti locali e Urbanistica Francesco Spanedda (Uniti per Todde). E ancora: Giuseppina Gioi, già dipendente regionale alla direzione generale dei Beni culturali, per l’assessore dei Lavori pubblici di Avs Antonio Piu; l’ex sindaca di Pula Carla Medau per il Turismo con Franco Cuccureddu (entrambi Orizzonte comune); Cesare Moriconi per il Pd all’assessorato dell’Ambiente con Rosanna Laconi; Sergio Pani, dipendente regionale con Gianfranco Satta all’Agricoltura (Progressisti); Guido Portoghese, coordinatore Pd del capoluogo, con l’assessore dell’Industria Emanuele Cani; Davide Sechi per la pentastellata Desirè Manca al Lavoro; Francesco Sechi per la liste della presidente con l’assessora dei Trasporti Barbara Manca e Paolo Tecleme, già manager in sanità, per l’assessore Armando Bartolazzi. Restano da ingaggiare segretari particolari e addetti di segreteria.
Ma il fatto che la Todde invece di smantellarlo si sta accomodando nel poltronificio di Solinas istiga giustamente il centrodestra alla polemica: “Per anni il M5s ha fatto la morale al centrodestra, ora se sono coerenti cancellino la legge, oppure chiedano scusa ai cittadini per averli presi in giro con demagogia e populismo”, dicono gli esponenti del centrodestra.
Ma le polemiche non sono destinate a placarsi: entro luglio la presidente Todde dovrà mettere mano al vero e proprio spoils system, con il cambio dei direttori generali del sistema regione.


In questo articolo: