Il futuro della professione passa dai giovani, ma oggi rappresentano una minoranza. È questo il dato più significativo emerso dalla due-giorni nazionale di FNAARC, che si è svolta il 25 e 26 marzo a Perugia e alla quale ha partecipato anche la delegazione di FNAARC Confcommercio Sud Sardegna.
Al centro del confronto, il calo degli agenti di commercio e le difficoltà nel garantire un adeguato ricambio generazionale. Secondo i dati Enasarco, nel 2025 gli iscritti sono stati circa 206 mila, in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente.
Ancora più rilevante il dato anagrafico: solo il 19% degli agenti ha meno di 40 anni, mentre cresce il peso delle fasce più mature anche in Sardegna, con un’età media che supera i 50 anni.
Una tendenza che preoccupa l’intero sistema e che rischia di avere ripercussioni dirette sulle reti commerciali delle imprese.
“Questi numeri non possono lasciarci indifferenti – dichiara Giuliano Cadoni, presidente Fnaarc Confcommercio Sud Sardegna–. Se non si interviene subito per rendere questa professione più attrattiva, il rischio concreto è quello di ritrovarsi nei prossimi anni con una carenza strutturale di agenti, soprattutto nei territori come il nostro dove il tessuto economico è fatto in gran parte di piccole e medie imprese”.
Alla base della difficoltà di attrarre nuove generazioni ci sono spesso condizioni contrattuali poco chiare o non conformi agli Accordi Economici Collettivi (AEC). Un aspetto su cui FNAARC ha ribadito la necessità di un cambio di passo.
“È fondamentale – prosegue Cadoni – garantire contratti corretti e trasparenti. Troppo spesso si fa ricorso a formule improprie che non tutelano adeguatamente il lavoro degli agenti. Gli AEC rappresentano uno strumento essenziale per costruire rapporti solidi e duraturi tra imprese e professionisti”.
Il tema è stato al centro anche degli interventi dei vertici nazionali della federazione e dei rappresentanti di Confcommercio, presenti insieme a oltre cento sedi territoriali.
Per FNAARC Confcommercio Sud Sardegna, la sfida è duplice: da un lato favorire l’ingresso dei giovani, dall’altro valorizzare una professione che resta strategica per lo sviluppo economico.
“Dobbiamo lavorare per far conoscere meglio questa attività, soprattutto ai più giovani – conclude Cadoni –. L’agente di commercio è una figura centrale per la crescita delle imprese e per la promozione dei territori. Servono formazione, strumenti adeguati e una collaborazione più stretta con le aziende per creare nuove opportunità”.
Tra le iniziative messe in campo a livello nazionale, anche progetti dedicati all’orientamento e all’inserimento professionale, con l’obiettivo di rilanciare una categoria che resta fondamentale per il sistema produttivo italiano.












