A Radio Casteddu lo scontro sulle aperture dei ristoranti sardi per protesta: “Sfidiamo le multe”, “Così avremo torto”

Ristoratori che vogliono aprire sfidando le multe e colleghi che rimarranno chiusi. Battaglia interna nel settore food. Vincenzo Bodano: “Troppe famiglie sul lastrico”. Marco Milia: “Seguiamo le regole, sennò finiamo dalla padella alla brace”

Vincenzo Bodano, rappresentante sardo del Movimento partite Iva, e Marco Milia, ristoratore, si confrontano ai microfoni di Radio Casteddu: “Non c’è giorno in cui non riceva qualche telefonata drammatica di famiglie effettivamente sul lastrico, per cui noi abbiamo preso l’iniziativa, che parte domani, e non escludiamo delle altre operazioni eclatanti a seguire – spiega Bodano – perché effettivamente le circostanze lo richiedono: una reazione ribelle sinceramente è doverosa. Stanno aderendo anche le palestre, noi l’abbiamo chiamata disobbedienza civile, l’atteggiamento pacifico non è stato compreso quindi si va all’attacco. Molti ristoranti e palestre apriranno e ovviamente verranno supportate anche dai nostri legali sia a livello nazionale che regionale sardo e cercheremo di creare un precedente anche giuridico affinché si faccia luce effettivamente su queste forzature del governo”.
Milia: “Anche io ho pensato ‘si apriamo’ perché comunque non ce la facciamo più, siamo sul lastrico perché stiamo parlando di mesi di chiusura che si protraggono nel tempo e non è più normale una situazione del genere, però non ci sono le tutele a livello legale, nel senso che io non credo che aprire sia la soluzione, prima di tutto perché i clienti comunque non ci sono, quindi apriresti per farti multare e basta, e la maggior parte della categoria non ha più neanche le forze per andare avanti. Quindi pensiamo alla soluzione pacifica nel senso che protestiamo ma non andiamo contro le regole anche perché la finiremo dalla padella alla brace, perché se i contagi poi salgono saremmo accusati come colpevoli”.
Risentite qui l’intervista a Vincenzo Bodano e Marco Milia del direttore Jacopo Norfo e di Paolo Rapeanu
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