“A Cagliari matrimoni e offerte in calo anche a San Paolo, i fedeli ci aiutano per le bollette”

Nessuna “offerta fissa” richiesta agli sposi nella chiesa di piazza Giovanni XXIII, “ognuno dà quel che può”, ma matrimoni in netto calo. Don Simone Calvano: “Appena cinque dall’inizio dell’anno. È normale ricevere soldi dalla comunità, con quelli ci paghiamo le spese vive come luce e acqua ma li riutilizziamo anche per gli indigenti”

Matrimoni? In netto calo a Cagliari, anche nel rione centralissimo di San Benedetto. E, chi decide di convolare a nozze, lo fa “per scelta o per tradizione, per fare contenti i genitori”. Ben pochi, comunque, i “sì” pronunciati sull’altare anche nella chiesa dei salesiani di piazza Giovanni XXIII: “Appena cinque dall’inizio del 2019”,commenta sconsolato don Simone Calvano, 48 anni, da quattro anni alla guida della vasta comunità religiosa salesiana, “la domenica la chiesa è sempre strapiena, abbiamo una media di 1200 fedeli fissi, sabato incluso”. Meno matrimoni e, di conseguenza, meno offerte. Tuttavia, la richiesta economica “fissa” non rientra nei canoni di don Calvano: “E nemmeno dei miei predecessori, qui non ci sono prezzi fissi, ognuno ci dà quel che può, la fede non ha un costo, magari si potesse comprare…. Ognuno dona in base alla propria coscienza”, osserva il don. E in base al proprio portafoglio, ovviamente. “Certo, ultimamente le offerte sono di meno proprio a causa della crisi generale”.

E una chiesa “ampia, luminosa e spaziosa” come quella di San Paolo ha delle “spese vive”. Quali? “Le bollette varie, come quelle di luce ed acqua. È normale che anche qui da noi la comunità ci aiuti e si prenda cura della chiesa”, afferma il religioso, “con i soldi che riceviamo aiutiamo anche gli indigenti e li riutilizziamo per il nostro centro d’ascolto. Così come è normale che per la crisi ci siano meno nozze e meno offerte è anche normale che i nostri fedeli contribuiscano al sostentamento della chiesa”.


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