A Cagliari 200 insegnanti protestano in piazza: “Draghi, basta elemosine: i nostri stipendi sono troppo bassi”

Centinaia di prof urlano tutta la loro rabbia dopo la manovra di bilancio del Governo che, a detta loro, destinerebbe poche risorse per il mondo dell’istruzione: “L’ennesimo schiaffo in faccia, le nostre paghe sono tra le più basse d’Europa. Abbiamo lavorato tanto, e con difficoltà, durante le restrizioni del Covid”

L’ira dei professori per la nuova manovra di bilancio del Governo Draghi si abbatte anche su Cagliari. Sono stati in duecento a manifestare, sotto la pioggia, in piazza dei Centomila. Nel mirino le risorse, giudicate insufficienti, messe da Roma per la scuola. Soldi che non bastano per aumentare gli stipendi dei docenti e per assumere nuovo personale: “È l’ennesimo schiaffo in faccia, vogliono mettere nelle buste paghe dei professori ottantasette euro in più, troppo pochi”, hanno spiegato i manifestanti, spalleggiati da Cgil, Cisl e Uil. Sono arrivati prof anche da Oristano, Sassari e Nuoro, tutti armati di trombette, striscioni e cartelli di protesta: “Basta col blocco degli organici e delle supplenze Ata. Vogliamo più risorse per avere più sicurezza, questa manovra non ci soddisfa”. Pochi i docenti “giovani” presenti, la maggior parte di chi ha partecipato alla manifestazione ha, alle spalle, già molti anni di servizio. “I nostri stipendi continuano a essere troppo bassi, basta fare un raffronto con i nostri colleghi di altri paesi europei. Durante la didattica a distanza abbiamo dovuto pagare tutto di tasca nostra, compresa la connessione internet, e non ci è stato riconosciuto nessun bonus”.
Insieme ai professori, uniti nella stessa battaglia, il personale amministrativo e quello Ata: “Troppe ore di lavoro e i soldi in più, spesso, vengono tramutati in giorni di ferie. Non possiamo entrare al lavoro alle 8:30 e uscire alle diciotto con solo mezz’ora di pausa. Il Governo deve darci più soldi per poter assumere altri colleghi e tornare a una ridistribuzione dei turni di lavoro”, questo l’sos principale di chi si occupa di dover controllare le classi, fare le pulizie e garantire il decoro degli istituti sardi.


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