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Nuovi palazzi in via Bolzano, gli ecologisti:”Stop cemento a Cagliari”

di Redazione Cagliari Online
22 Giugno 2017
in cagliari, centro-storico

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Nuovi palazzi fronte Fiera, tra via Bolzano e via Messina, ed è subito polemica tra gli ambientalisti. Lo scorso 21 aprile il Consiglio comunale di Cagliari ha approvato il “parere preventivo, ex articolo 15 del Regolamento edilizio – ditte Tepor Spa e più – area in Cagliari sita tra la via Messina e la via Bolzano – Piano Attuativo sottozona BS3*”. “In buona sostanza l’Aula – sottolinea Stefano Deliperi di Gruppo d’Intervento Giuridico –  si è espressa favorevolmente in via preventiva per l’ennesimo caso di speculazione immobiliare in città: 5 palazzi, 73 appartamenti, 3.600 metri quadrati di parcheggi interrati (a pagamento), 2.400 metri quadrati di verde pubblico e 3.593 metri quadri edificati su 6 mila metri quadrati di superficie complessiva”.

L’area. Si tratta di una zona – nel quartiere di Bonaria – sotto un costone classificato a rischio, dove già nel marzo 2006 si era verificata una frana, nonostante le relazioni geotecniche (1995-1996) escludessero qualsiasi pericolo. Una zona già destinata a “verde pubblico” di quartiere (zona “S 3 – servizi” nel vecchio P.R.G.), dove per anni è stata ubicata la depositeria comunale delle auto rimosse, a sua volta rimossa a suon di esposti ecologisti a causa dei reiterati fatti di inquinamento ambientale. “Una zona – si legge nel comunicato del GrIG – dove pezzo a pezzo tutte le aree destinate a ‘servizi pubblici’ (verde pubblico, ecc.) sono state consegnate alla speculazione immobiliare, fra una centrale ENEL s.p.a. di trasformazione dell’energia elettrica dall’alta tensione e palazzoni. Una zona già pesantemente congestionata dal traffico veicolare, davanti alla Fiera campionaria della Sardegna”. 

Il piano attuativo dovrà comunque esser assoggettato a preventiva procedura di verifica di assoggettabilità a valutazione ambientale strategica, Vas. “Ha voglia l’assessore comunale all’urbanistica Frau – continua Deliperi – di vantare il ‘proficuo dialogo tra Amministrazione comunale e i privati che lo hanno proposto, che ha portato ad alcuni importanti risultati tra cui una progettazione di qualità’: si tratta di ottusa speculazione edilizia. Ottusa sotto il profilo ambientale, perché aumenta il carico edilizio ai danni di quel verde pubblico che doveva esser realizzato. Ma anche sotto il profilo imprenditoriale, perché finirà per aumentare gli appartamenti invenduti a Cagliari”.

I dati sull’edilizia residenziale. “Cagliari ha 154.522 residenti (al 30 novembre 2014, dati Istat) e ne ha perso 13.358 dal 2001, pur avendo la bellezza di 5.090 unità immobiliari residenziali non occupate (dati Istat, censimento 2011). Si potrebbe fare un elenco chilometrico delle nuove iniziative edilizie rimaste invendute. Oltre 5 mila case non occupate, fra cui un notevole patrimonio immobiliare bisognoso di ristrutturazioni e risanamento. Non solo: si ritrova con un’eredità mattonara dell’amministrazione comunale Floris di ben 1.192.935 metri cubi di volumetrie residenziali approvate nella consiliatura 2006-2011, in gran parte nelle famigerate “zone BS3*” del Puc. con un vero e proprio massacro di verde pubblico e servizi nell’area urbana, ben poco evidenziato da un piano del verde piuttosto carente”.

Gli ecologisti. “Cagliari non ha bisogno di nuovo cemento – aggiunge Deliperi – nè di ulteriore consumo del territorio, ha bisogno di case ristrutturate e di case a prezzi (acquisto, locazione) accessibili. Soprattutto ha bisogno di più alberi, più verde pubblico. E ha bisogno di un serio e realizzabile piano di housing sociale, di una politica di incentivi per la ristrutturazione degli immobili e la dotazione ove possibile di impianti di produzione di energia da fonti alternative (pannelli fotovoltaici in particolare), di una politica di miglioramento qualitativo e incremento del verde pubblico, di un efficace accesso ai fondi comunitari per la riqualificazione delle aree urbane. Ma soprattutto ha bisogno, finalmente, della revisione del Puc alla luce del piano paesaggistico regionale – Ppr (fondamentale passaggio anche per la soluzione virtuosa della vicenda del Colle di Tuvixeddu), come previsto dalla legge e imposto dal buon senso, e, conseguentemente, della rivisitazione e approvazione definitiva del piano attuativo del centro storico (“piano particolareggiato del centro storico – zona A del Comune di Cagliari e della Municipalità di Pirri”), che non può certo essere il buco della ciambella (il Puc revisionato) inesistente. Se da un lato l’Amministrazione comunale cagliaritana – e il sindaco Massimo Zedda in prima persona – ha fatto bene a respingere la proposta di un vero e proprio nuovo quartiere a Su Stangioni, dall’altro – nonostante le più volte ribadite intenzioni da parte dell’assessore Frau – in quattro anni non ha fatto nulla di concreto per adeguare il piano urbanistico al piano paesaggistico regionale e affrancarsi dal pesante fardello mattonaro lasciato in eredità dalla precedente amministrazione Floris. A questo punto che cosa vogliono fare? Riempire Cagliari di nuovo inutile e dannoso cemento, come sembrano presagire le stesse dichiarazioni dell’assessore Frau? E dove sarebbe la differenza con il passato? Una soluzione ci sarebbe: un provvedimento consiliare di sospensione temporanea di ogni procedimento di nuova trasformazione edificatoria per l’avvio della redazione dell’adeguamento del Puc al piano paesaggistico regionale – Ppr, come previsto dalla norma”.

Tags: Cagliaricementovia bolzano
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