Via Cornalias, ci si buca in strada: “Qui è sempre così, è abitudine”

La foto del giorno: scene e immagini tristi di desolazione, in strada o in piazza ci si buca come se niente fosse. I cittadini indignati e amareggiati: “La politica? Tutto fumo e promesse dei fanta-politici di turno, qui mancano la prevenzione e le Istituzioni”

La foto del giorno, quella che  di fatto ripropone l’ennesima e identica situazione quotidiana, qui a San Michele. Ore 11.00, pieno giorno e davanti all’edicola di via Quirra, di fronte ai passanti attoniti e automobilisti che non possono far finta di nulla. Un giovane tossicodipendente, trafelato, sudato, si prepara in pochi minuti la dose e “se la spara” tranquillamente come se niente fosse, sul braccio. Siringa per terra, sangue che cola e ordinario tram tram, capita spesso anzi, ogni giorno. La sede è sempre la stessa, quella specie di piazzetta con qualche panchina e alberello, le cui aiuole secche e piene di siringhe sporche la imbruttiscono sempre di più. E sono in tanti, tra le centinaia di residenti, che non vedono di buon occhio il distributore automatico della farmacia di via Cornalias, tra petizioni, raccolte di firme e proteste, il coro è unanime: “Toglietelo, è un via vai continuo di tossicomani”.

LE PROMESSE. Ma il problema è alla radice: tutti sanno che a San Michele e Is Mirrionis la droga “povera”, l’eroina per l’appunto, gira e si compra facilmente come fosse il pane o l’acqua. Per poche decine di euro dai rispettivi puscher è possibile acquistare qualche dose, decine di tossici arrivano anche dai paesi del circondario. Non bastano i proclami delle forze dell’ordine e dei fanta-politici di turno: qui manca la prevenzione vera e propria, la gente non parla e ha paura, ma si lamenta se vede e assiste impotente a situazioni come queste o quelle indecenti nei bagni del mercato civico di via Quirra, dove tra i sanitari e sul pavimento, i fazzolettini di sangue, la sporcizia e le “spade” (le siringhe, per l’appunto) sono un’icona quotidiana a cui difficilmente si potrà fare a meno.


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