Una canzone iconica parte della storia della musica italiana scritta in una sera di pioggia a Cagliari. E se si parla di “Vita spericolata” di Vasco Rossi, davvero si tratta di un brano che ha cambiato davvero la storia e non solo del suo autore.
A raccontare l’annedoto è lo stesso Vasco con un post social in cui spiega cosa successe quella sera di 44 anni fa.
“Eravamo bloccati dalla pioggia davanti a un campo sportivo, non si potevano nemmeno fare le prove e io ero chiuso in macchina. All’improvviso arrivò l’illuminazione”, spiega Vasco.
“Dopo molto tempo che lavoravo sulla musica mi venne improvvisamente la frase “Voglio una vita…” fu un’illuminazione”, scrive l’artista.
“Maleducata… spericolata… di quelle che non dormi mai”.
“Era una canzone nata dalla sbornia di ottimismo probabilmente ingenuo degli Anni Ottanta”, scrive il cantautore, “che veniva dopo la grande illusione del sogno di poter cambiare il mondo o almeno il sistema che metteva al centro la merce, il profitto, il consumismo, la pubblicità, invece che l’uomo.
Con la sconfitta dei 70 e il delirio delle Brigate Rosse, d’età infranto tutto. Ma poi: chi non vuole una vita spericolata a 30 anni? Una vita piena d’avventura…”.
E Vasco conclude con una spiegazione ancora più puntuale: “È una delle canzoni più fraintese della storia dell’umanità, è un inno alla vita vissuta spericolatamente, nel senso di intensamente. È venuta fuori dalla mia anima”.










