“Valentina Pitzalis non ha ucciso Manuel Piredda, basta con le chiacchiere e le fantasie”

Roberta Bruzzone, famosa psicologa-criminologa e consulente tecnica della difesa della giovane rimasta sfigurata dopo il rogo di Bacu Abis, parla in esclusiva a Casteddu Online: “Ho preparato una consulenza di almeno sessanta pagine ricca di elementi tecnici, le favole le lascio ad altri. Non è mai accaduto nella storia dell’umanità che una vittima venga additata come assassina”

Il “dossier” è quasi pronto. Pagine su pagine, “non meno di sessanta”, piene di “dati tecnici ed oggettivi, non fantasie”. Il fascicolo di “difesa” di Valentina Pitzalis – che sta per finire tra le mani dei giudici del tribunale di Cagliari – legato al caso della morte di Manuel Piredda, è stato redatto dalla famosissima psicologa e criminologa Roberta Bruzzone, che è anche consulente tecnica della difesa della giovane rimasta sfigurata in seguito al rogo di Bacu Abis del 2001. Nelle aule di piazza Repubblica è stato chiuso l’incidente probatorio, e presto i giudici si pronunceranno sull’esposto presentato dai legali della famiglia di Manuel Piredda, che stanno indagando la Pitzalis proprio in relazione alla sua morte. “La Pitzalis è una vittima e non un’assassina. Non è mai accaduto un fatto simile nella storia dell’umanità. Basta vedere le condizioni nelle quali si trova, non si libererà mai di quei segni”, dice la Bruzzone in coda all’intervista esclusiva rilasciata a Casteddu Online. Prima, l’esperta criminologa è in fiume – di dati e dettagli – in piena: “Non ci sono mai stati i colpi d’arma da fuoco sul corpo di Piredda e non risulta nessuna ferita da corpo contundente. Così come”, osserva la Bruzzone, “non risulta nessun quadro lesivo sul corpo di Piredda, solo quello relativo al danno termico. La Tac eseguita ha confermato tutto”. Significa che, stando alla consulente tecnica, il giovane “non è stato ucciso”. La tesi portata avanti dai legali della famiglia del muratore morto otto anni fa però, puntano soprattutto sul fatto che “non risulta che Manuel sia scivolato e caduto” e che non sarebbero state trovate tracce di fumo nei polmoni, segno di una possibile decesso avvenuto prima dello scoppio dell’incendio. “Manuel è morto per asfissia”, osserva la Bruzzone, “lo dicono anche i periti alla fine della consulenza tecnica, pur con tutti i limiti metodologici legati alle condizioni della salma. Loro ci arrivano per esclusione”, insomma “come causa residuale. E poi, se un cadavere non ha nessuna lesività allora si suppone che la persona non sia stata uccisa”.

 

I giudici si esprimeranno nelle prossime settimane: Valentina Pitzalis ha ucciso Manuel Piredda o il 27enne è morto proprio a causa dell’incendio? La Bruzzone non ha dubbi, e propende per la seconda opzione: “Le informazioni contenute negli allegati alla denuncia dei Piredda si sono rivelate prive del benchè minimo fondamento e smentite dagli esami strumentali, cioè dalla Tac”. E su Piredda “non c’è stato nessun tipo di azione violenta”.