La separazione burrascosa e violenze fisiche e psicologhe perpetrate nel tempo, la storia di una donna che con coraggio e sacrificio non si è mai arresa per amore dei suoi figli: la rinascita tra le avversità, l’ultima è il pignoramento della casa per mancato pagamento del mutuo da parte dell’ex marito.
Accade in un centro del Campidano, per tutelare i figli i particolari sensibili sono stati omessi.
Abbiamo incontrato la donna che, con carte e prove in mano, ha raccontato e dimostrato quanto accaduto in questi anni, ancora oggi è in corso il processo penale.
“Scrivo queste parole mantenendo il massimo anonimato, per proteggere i miei figli, che sono e restano la mia priorità assoluta.
La mia è la storia di un matrimonio finito da anni, ma le cui conseguenze non si sono mai davvero concluse. Nel tempo ho subito violenze psicologiche e fisiche, stalking, pedinamenti e una pressione costante che ha reso il percorso di separazione lungo e doloroso.
Dopo la separazione, la casa familiare era stata assegnata a me e ai miei figli. Quella casa rappresentava l’unico punto fermo rimasto, un luogo di protezione e stabilità dopo anni difficili.
Negli anni successivi, il mio ex marito non ha contribuito in modo regolare al mantenimento dei figli. Questa mancanza di sostegno economico, protratta nel tempo, ha inciso profondamente sulla nostra stabilità e ha reso ogni difficoltà ancora più complessa da affrontare.
L’ultima azione ostile è stata quella di smettere deliberatamente di pagare il mutuo. Questo ha portato, inevitabilmente, al pignoramento dell’abitazione. Oggi mi trovo nella condizione di doverla probabilmente lasciare a breve.
Negli ultimi anni ho attraversato anche la perdita del lavoro, che mi ha impedito di mettere da parte qualsiasi risparmio. Solo da poco tempo ho finalmente ritrovato un’occupazione stabile, un punto da cui sto cercando di ricostruire una vita dignitosa per me e per i miei figli.
Tuttavia, affrontare un trasloco improvviso, sostenere le spese di un nuovo affitto, del deposito e dell’allestimento minimo di una casa è, in questo momento, oltre le mie possibilità economiche. Con figli a carico e anni difficili alle spalle, non ho risorse sufficienti per farcela da sola”.
Ora lavora, tanto, anche due turni di seguito: la stanchezza mentale sovrasta quella fisica, ancora difficoltà da superare per raggiungere la meta ambita che si chiama serenità. Un appello la donna lancia non senza timore, non è abituata a chiedere ma solo a rimboccarsi le mani, ma questa volta la situazione non permette indugi e tra caparra e trasloco gli oneri sono troppi per chi è rimasto senza lavoro e senza mantenimento dei figli per troppo tempo.
L’asta è pronta per aggiudicare la casa e non può permettere ai suoi figli di dormire per strada. “Lavoro e posso pagare l’affitto, ma chiedono caparra e anticipo di 3 mesi. Poche migliaia di euro che non so proprio a chi chiedere perché non mi concedono un prestito anche se di poco”.
Un appello, quindi: “Chiedo aiuto non per essere salvata, ma per poter ripartire con dignità, senza precipitare in una situazione di emergenza e disperazione che sarebbe profondamente dannosa per me e per i miei figli, che hanno già affrontato e stanno affrontando un carico emotivo molto pesante a causa di tutto ciò che è accaduto. Il mio desiderio è proteggerli da ulteriori traumi e garantire loro continuità e sicurezza.
Ogni contributo, anche piccolo, rappresenta un aiuto concreto per affrontare questo momento e trasformare una situazione di grande difficoltà in un nuovo inizio possibile.
Grazie a chi leggerà, comprenderà e, se potrà, sceglierà di aiutare”. È stata aperta una raccolta fondi, https://gofund.me/278ba0495













