“Una villa di Torre delle Stelle da mezzo milione di euro pagata coi soldi dei malati di Lourdes”

La trasmissione “Report” di Rai 3 torna in Sardegna. L’inchiesta accende i fari sulle operazioni finanziarie degli ex presidenti della sezione di Roma dell’Unitalsi, Alessandro Pinna ed Emanuele Brancalini: avrebbero pagato l’acquisto di una villa extralusso col denaro destinato ai pellegrini del santuario francese

Una villa a Torre delle Stelle pagata 430mila euro, soldi che sarebbero stati presi dai fondi dell’Unitalsi, destinati però ai malati e ai loro viaggi-pellegrinaggio a Lourdes. La trasmissione di Rai 3 “Report” è tornata sull’inchiesta, che ha già portato a 4 rinvii a giudizio disposti dal giudice per le udienze preliminari lo scorso 4 ottobre. Nel mirino anche gli ex presidenti dell’Unitalsi della sezione di Roma Alessandro Pinna ed Emanuele Trancalini. Le accuse sono pesanti: si va dal riciclaggio alla appropriazione indebita. Movimenti di denaro avvenuti sulla pelle dei tantissimi fedeli, malati e volontari protagonisti dei viaggi al santuario francese. E la Sardegna entra nella spinosa vicenda per via di una villa, nella porzione di Torre delle Stelle nel Comune di Sinnai, che sarebbe stata pagata con i soldi dell’Unione ammalati trasporto a Lourdes e santuari internazionali, una realtà cattolica che esiste da oltre un secolo. Raggiunto da uno degli inviati del programma, Pinna ha rigettato le accuse, dicendo che “nessun centesimo è stato distratto dai fondi dedicati ai malati”, affermando poi che sarebbe tutta colpa “di invidie e gelosie che ci sono nel mondo cattolico”.

 

Sia Pinna sia Trancalini avrebbero distratto dalle casse dell’Unitalsi poco meno di due milioni di euro, riuscendo a comprare la villa in Sardegna grazie a molti assegni girati ad amici, complici vari e collaboratori.

I principali accusati sono Alessandro Pinna e Emanuele Trancalini, per anni presidenti della sezione romana di Unitalsi, rinviati a giudizio per aver distratto dalle casse dell’Associazione quasi 2 milioni di euro, parte dei quali, secondo l’accusa, sarebbero stati riutilizzati per acquistare una villa in Sardegna, attraverso centinaia di assegni girati su conti correnti di amici, parenti, collaboratori e complici. Tutte accuse che dovranno ora essere dimostrate in tribunale: il via al processo il prossimo il prossimo dodici gennaio.