Il racconto delle volontarie che ogni giorno si prodigano per gli animali: “Stamattina, mentre il sole sorgeva su Olbia, un gesto di umanità ha cambiato per sempre la vita di un piccolo cucciolo. Lo chiamiamo Anellino e la sua storia è un grido di speranza e di denuncia che merita di essere condivisa.
Un operaio, mentre si recava al lavoro, ha notato qualcosa di straordinario: due occhietti brillanti illuminati dai fari di una macchina. Nel buio della notte, in quella frazione di secondo, quegli occhi hanno incontrato la salvezza. Un cucciolo di circa tre mesi, fradicio, tremante, raggomitolato disperato accanto a un veicolo. Senza pensarci due volte, l’operaio lo ha raccolto e portato al nostro rifugio.
Quando lo abbiamo visto siamo rimasti senza fiato.
Mentre tentavamo di asciugare il corpicino tremante di Anellino, abbiamo scoperto l’indicibile. Nella sua coda, stretta così forte che il piccolo urlava di dolore, c’era un anello di plastica rigida. Non era lì per caso ma deliberatamente stretto come parte di una pratica brutale e medievale.
Il pianto straziante di Anellino mentre riuscivamo, con delicatezza e fatica, a liberarlo da quella morsa infernale, resterà per sempre impresso nei nostri cuori. Le sue grida non erano solo di dolore fisico, ma l’urlo silenzioso di tutti gli animali che subiscono queste barbarie.
Questa pratica crudele è associata a cacciatori.
I nostri veterinari stanno valutando il danno alla coda. Riceverà tutte le cure di cui ha bisogno, l’amore che merita e una seconda possibilità a quella vita che qualcuno ha provato a rubargli. Nessun anello lo porterà mai più in catene.
Se conoscete chi pratica queste barbarie contattateci immediatamente. Se avete informazioni su chi gli ha fatto questo, comunicatecelo. Questi sono reati contro gli animali, vanno denunciati alle autorità competenti e perseguiti dalla legge con la massima severità.
Segnalate ogni abuso, la legge punisce questi crimini. Gli animali meritano protezione.
Grazie all’operaio che ha visto quella luce negli occhi di un cucciolo e ha scelto di salvarlo. Grazie a chi continuerà a combattere contro queste barbarie.
Anellino non sarà dimenticato. E neanche chi lo ha ferito”.













