Questa mattina a Tuvixeddu l’iniziativa congiunta del Gruppo Speleo-Archeologico “Giovanni Spano” e Legambiente porta la speleologia e la cura dell’ambiente in città nel lungo week end della Giornata Mondiale dell’Ambiente.
È stata ripulita la cavità della dolina da rifiuti ingombranti, bottiglie di plastica, penumatici, e tanto altro grazie ai volontari e volontarie del GSAGS. Nell’area circostante, in piena sicurezza, in azione anche cittadini e volontari di Legambiente.
Diversi rifiuti ingombranti, tra cui scaldabagni, frigoriferi, lavatrici, due biciclette, e persino una vecchia automobile; e poi pneumatici, 2 telai di motorini, una rete da letto, bottiglie di plastica, cartacee, mobili da cucina e tanti altri rifiuti abbandonati. È questo, in sintesi, quanto è stato trovato e raccolto questa mattina, in fondo alla dolina e nell’area circostante a Tuvixeddu, a Cagliari, dai volontari del gruppo Speleo-Archeologico “Giovanni Spano” e da Legambiente nel corso di “Puliamo il Buio” la campagna di sensibilizzazione promossa dalla Società Speleologica Italiana e dall’associazione ambientalista per la tutela e salvaguardia degli ambienti ipogei e del patrimonio sotterraneo. Insieme ai volontari e alle volontarie del GSAGS e di Legambiente, anche tanti cittadini che hanno scelto di dedicare questo sabato mattina del lungo week end della Giornata Mondiale dell’Ambiente alla cura di un luogo tanto prezioso per Cagliari e per la Sardegna.
L’area prescelta è, infatti, ricca di storia. In cima a via Bainsizza, in prossimità delle postazioni della contraerea risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, è presente una dolina in cui si affacciano due cavità il cui fondo era disseminato di rifiuti abbandonati. Un analogo stato di abbandono caratterizza le costruzioni militari e la scarpata verso il “canyon” di Tuvixeddu e Tuvumannu: sono questi gli spazi su cui sono intervenute le associazioni attraverso un’azione congiunta Puliamo il Buio-Puliamo il Mondo.
Puliamo il Buio, che rientra tra gli eventi celebrativi del cinquantennale del GSAGS attraverso il progetto “Sentieri nel Buio. 50 anni di ricerca e divulgazione speleologica”, è anche la prima anteprima nazionale organizzata in vista di “Puliamo il Mondo 2026”, la storica campagna di Legambiente che ogni anno a fine settembre mobilita decine di migliaia di volontari in tutta Italia per ripulire aree urbane, coste e spazi naturali dai rifiuti abbandonati.
Il gruppo Speleo-Archeologico, ha ripulito le cavità della dolina dai rifiuti ingombranti che si erano accumulati nel tempo dando dimostrazione dell’importante valore della speleologia scientifica, culturale e ambientale.
“Il nostro gruppo ha messo a disposizione le proprie competenze alpinistiche nel soccorso e nel recupero di persone per ripulire il fondo della dolina da una automobile, lavatrici, frigoriferi e altri ingombranti. Quest’anno inoltre, ricorre, il cinquantennale del gruppo e vogliamo festeggiarlo anche dando il nostro contributo per la salvaguardia dell’ambiente. Tutti questi rifiuti abbandonati sono una ferita per Cagliari e per tutta la Sardegna e speriamo di far sempre meno operazioni di questo tipo, dichiara Nicola Sitzia, presidente gruppo spelo-archeologico “Giovanni Spano”.
Nell’area circostante, in piena sicurezza, Legambiente ha coordinato le attività di raccolta dei rifiuti sparsi e di differenziazione di tutto quanto raccolto: “L’area di Tuvixeddu è una presenza costante nelle battaglie ambientali di Legambiente Sardegna, – dice Marta Battaglia, presidente di Legambiente Sardegna – che negli anni ha promosso tante iniziative per la sua tutela e valorizzazione, sostenendo anche la proposta di istituzione di un Parco paesaggistico, storico e archeologico. Aver portato qui “Puliamo il buio” è un ulteriore tassello dello stesso impegno, per restituire decoro e portare la comunità a riappropriarsi di questo straordinario bene collettivo”.
“Con quest’iniziativa Legambiente e la Società Speleologica Italiana intendono attenzionare quei luoghi che sfuggono alla vista, ma che, nel corso degli anni, sono diventati delle vere e proprie discariche – dichiara Laura Brambilla, Responsabile nazionale di Puliamo il Mondo – Grotte, doline e cavità di ogni tipo, proprio per il loro essere “nascoste”, raccolgono costantemente il frutto della maleducazione di alcuni cittadini che, nonostante tutto, continuano a smaltire illegalmente i propri rifiuti, rappresentando una grave minaccia per gli ecosistemi ipogei e per la qualità delle risorse idriche che caratterizzano il territorio. L’azione che abbiamo compiuto oggi testimonia il valore della collaborazione tra il mondo dell’associazionismo ambientale e quello speleologico, unendo competenze tecniche e impegno civico per la salvaguardia di ambienti particolarmente fragili e spesso poco conosciuti. La tutela del patrimonio naturale passa anche attraverso gesti concreti come questo, che contribuiscono a diffondere una cultura della responsabilità ambientale e del rispetto dei luoghi”.










