Trapianti, la Prometeo incontra gli studenti del “Paglietti”

Il 14 marzo 2018 l’associazione di trapiantati organizzerà un incontro all’Istituto nautico per sensibilizzare studenti e docenti sulla donazione di organi e informarli sui trapianti

Mercoledì 14 marzo 2018 riprenderanno gli incontri di sensibilizzazione organizzati nelle scuole dalla Prometeo AITF Onlus. Questa volta sarà l’Istituto TTL “M. Paglietti” di Porto Torres a ospitare l’associazione di trapiantati e gli operatori sanitari che, in tali occasioni, sempre ne accompagnano i volontari.

L’incontro avrà inizio intorno alle ore 11.15 e, come di consueto, prenderà avvio con la proiezione di un filmato tematico. Seguiranno gli interventi di alcuni operatori sanitari dell’ospedale “SS. Annunziata” di Sassari che – anche rispondendo a eventuali quesiti degli studenti e del personale della scuola – chiariranno gli aspetti più dubbi della donazione di organi e spiegheranno quali patologie possono rendere necessario un trapianto e come avviene il processo che dalla donazione porta a questo intervento. Saranno, invece, soprattutto alcuni volontari del Coordinamento provinciale della Prometeo a dimostrare, con la propria esperienza personale, che davvero dopo il trapianto comincia una nuova vita.

Per l’associazione di trapiantati diventa sempre più pressante l’obbligo morale di svolgere attività di informazione e sensibilizzazione su questi delicati temi, posto che nel 2017 la Sardegna, in tale settore, è andata controtendenza rispetto alla media nazionale: come attestato dal Centro nazionale trapianti (CNT), infatti, il numero di trapianti complessivamente realizzati in Italia è cresciuto del 6% rispetto al 2016, mentre nell’Isola si è passati da 98 interventi a soli 62, anche a causa del forte incremento delle opposizioni alla donazione, salite dal 19% del 2016 al quasi 27% dello scorso anno. E l’esordio di questo 2018 non è incoraggiante: secondo dati ufficiosi, finora sono stati realizzati solo una decina di trapianti. A spiegare questo calo potrebbero essere molteplici fattori, occasionali e/o strutturali, ma è comunque indubbio che sia necessario rafforzare quella cultura della donazione che da tempo distingueva i sardi e che, dallo scorso anno, sembra, invece, essersi purtroppo indebolita.

 


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