A Cagliari cresce la preoccupazione per il futuro dei lavoratori legati al settore telecomunicazioni, tra il ridimensionamento delle attività di Tiscali e la chiusura di un punto vendita WindTre, che ha già portato i dipendenti in piazza. I sindacati parlano di una situazione sempre più critica per l’occupazione locale.
Nel caso di Tessellis, la holding che controlla Tiscali, il piano industriale prevede una riduzione significativa dell’organico: dai circa 600 dipendenti attuali si potrebbe scendere a circa 480, con l’ipotesi di licenziamenti collettivi e uscite incentivate. Una prospettiva che preoccupa soprattutto i lavoratori delle sedi sarde, già colpite negli anni da ristrutturazioni nel settore delle telecomunicazioni.
Parallelamente, a Cagliari è scoppiata anche la vertenza legata alla chiusura di un negozio WindTre, con i dipendenti contrari alla proposta di trasferimento a Sassari ritenuta insostenibile. La mobilitazione dei lavoratori ha riacceso il dibattito sulla fragilità occupazionale nel comparto.
Sul piano industriale, il gruppo Tessellis ha deciso di cedere il ramo consumer di Tiscali alla società energetica Canarbino, attraverso un’operazione che prevede inizialmente l’affitto del ramo d’azienda e successivamente la cessione definitiva. L’obiettivo dichiarato è creare un polo integrato tra energia e telecomunicazioni.
Ma per i sindacati la priorità resta una sola: garanzie occupazionali chiare. Al momento, infatti, non è certo quanti lavoratori verranno effettivamente trasferiti nella nuova struttura e quanti rischiano invece di restare esclusi.
Per questo le organizzazioni sindacali chiedono un intervento urgente delle istituzioni locali e del governo, temendo che il ridimensionamento possa tradursi in centinaia di posti di lavoro a rischio in un territorio già segnato da profonde ristrutturazioni industriali.












