Tiro con l’arco, la Sardegna in corsa per un bronzo

Cagliari e la sua duplice destinazione arcieristica ha colpito nel segno: tra il campo Targa dello stadio Santoru e quello di Campagna modellato tra pendii, laghetti, pinete e pavoni, tipicità inconfondibili del Parco di Monte Urpinu si sono visti partecipanti molto soddisfatti nell’apprezzare luoghi suggestivi ma allo stesso tempo impegnativi per le difficoltà agonistiche riscontrate

Forse la FITARCO Sardegna incamererà un bronzo, e anche se non andasse così, risulterebbe comunque vittoriosa per come si è saputa egregiamente destreggiare nell’organizzazione di una Coppa Italia delle Regioni notevolmente mutata rispetto al passato, vista la decisione di srotolare il tappeto rosso ai settori giovanili.

Cagliari e la sua duplice destinazione arcieristica ha colpito nel segno: tra il campo Targa dello stadio Santoru e quello di Campagna modellato tra pendii, laghetti, pinete e pavoni, tipicità inconfondibili del Parco di Monte Urpinu si sono visti partecipanti molto soddisfatti nell’apprezzare luoghi suggestivi ma allo stesso tempo impegnativi per le difficoltà agonistiche riscontrate.

Nella prima giornata a base di frecce di qualifica, gironi e semifinali nel tiro alla Targa, e poi ancora qualifiche, scontri a squadre del tiro di Campagna, le sensazioni sono state molteplici. La nuova formula poteva costituire un salto nel buio per tutti, visto lo stravolgimento che ha portato senior e giovani a condividere le stesse sorti.

La Sardegna si è ben distinta, perché non era facile mettere insieme una squadra competitiva. E gli appassionati ora fanno il tifo per il Mix Team Arco Olimpico formato dalla senior Debora Pinna e dal suo compagno di scuderia junior Ajeeb Medda (entrambi Arcieri Uras) che nella distanza olimpica dei 70 metri dovranno superare la rappresentativa dell’Emilia Romagna per salire sul podio.

Nel Targa tutti i convocati sardi hanno fatto il proprio dovere, grazie anche ai diversi raduni e stage che il Comitato regionale presieduto da Giuseppe Spanu ha organizzato durante l’anno.

Nell’ Arco Olimpico 40 metri, Irene Riguer (Arcieri 4 Mori) e Michele Pia (Arcieri Uras) sono stati eliminati al primo turno, nonostante la buona gara costellata da alti e bassi. E’ importante risaltare che i due non avevano mai giocato insieme.

Giacomo Pia (Arcieri Uras) e Valentina Gavrila (Arcieri 4 Mori) vengono fermati al secondo turno dei 60 metri.

Stesso risultato lo ottiene il Mix team Compound formato da Ilaria Spanu (Arcieri Uras) e Fabio Marras (Arcieri Mejlogu)

Nel Campagna la Sardegna esprime sempre arcieri competitivi e lo dimostra col sesto posto nel femminile: Sara Pinna (Arcieri Uras), Martina del Duca (Sardara Archery team), Elga Etzi (Arcoclub Portoscuso) sono estromessi ai quarti di finale dal Piemonte. La formazione maschile con Carlo Del Castello (Arcieri Uras), Daniel Caddeo (Sardara Archery Team) e Giacomo Bandini (Arcieri Uras), per appena due punti di differenza, viene bloccata dal Lazio e si deve accontentare della decima posizione.

IL TECNICO REGIONALE CARLO BERTONI SI MOSTRA MOLTO SODDISFATTO DAL RENDIMENTO DEI SUOI ATLETI

Ha già alle spalle due mandati da tecnico regionale della FITARCO Sardegna. Lombardo di nascita ma cagliaritano d’adozione, visto che nell’isola ci risiede ormai da venticinque anni, Carlo Bertoni tira con l’arco dal 2004. Fa parte del team di istruttori che per questa Coppa Italia delle Regioni ha dato il meglio di sé per preparare la rappresentativa padrona di casa.

Come valutare i risultati dei vostri atleti?

La Sardegna sta venendo fuori bene da questa esperienza. Sia per come ha tirato, sia per come si è approcciata alla gara. Per noi la Coppa Italia delle Regioni significa portare i frutti di un lavoro protrattosi da un anno. Assieme al Trofeo Coni questa competizione è la più importante. E quindi c’è uno sforzo alacre nel selezionare i migliori col fine di sviluppare un settore giovanile che, rispetto ai senior arranca un pochino.

Siete soddisfatti?

Bisogna trovare un equilibrio tra le varie componenti e direi che si sta andando per il verso giusto. Questo grazie al bel lavoro sviluppato anche dai miei colleghi Simone Pisola, Daniele Raffolini e Pietro Chia. Tutti insieme lavoriamo per un unico obiettivo: far crescere l’arcieria in Sardegna.

Addentriamoci nel rendimento dei ragazzi nella prima giornata di gare

I risultati ci hanno lasciato un po’ l’amaro in bocca, soprattutto nella semifinale del mix junior/senior persa proprio quando cullavamo il sogno della finale. Però non dimentichiamoci che Debora e Ajeeb hanno gareggiato sin dal primo mattino, inizialmente con i tiri di prova e poi con le varie fasi di qualificazione, tirando sotto un sole particolarmente generoso nello sprigionare i suoi effetti e che ha messo in crisi molti protagonisti. I nostri atleti hanno tenuto viva la speranza fino all’ultima manche, infervorando il pubblico locale. E’ mancato un metro ma faremo il possibile per rifarci al più presto.

Che dire degli altri?

Riguer e Pia hanno davanti a sé un grosso margine di miglioramento. Pia e Gavrila tirano molto bene. Valentina ha sofferto particolarmente la gara dando il 110 per cento, anche se è indubbio che ci siano cose da migliorare.

Ilaria Spanu e Fabio Marras sono due senior/junior che non hanno mai condiviso assieme queste esperienze. Per questo tipo di specialità ci vuole del tempo prima che si raggiunga un feeling che può fare la differenza. Ma nonostante i vari incidenti di percorso sono andati avanti fino al secondo turno.

Vi sentite ancora disorientati per la nuova formula della Coppa?

Mi è piaciuta molto quella a squadre del Campagna, la definirei vincente ma va migliorata. Nel Targa si sono riscontrate pause particolarmente lunghe relativamente agli abbinamenti e ai conteggi dei punti che creano stanchezza e tensione tra gli atleti. L’innesto dei giovani nei vari team è stato sicuramente salutare.

Il fattore casalingo ha agevolato i nostri atleti?

C’è un carico di lavoro non indifferente da parte di tutti quanti. Giocare in casa crea sempre un minimo di tensione in più perché, per esempio, vengono i genitori a vederti. Mentre nelle trasferte questo non accade e sei un pochino più concentrato.

Prossime mosse dopo il rompete le righe?

Faremo il sunto di tutto quanto, metteremo in conto positività e negatività.

Abbiamo una bella squadra di tecnici, ognuno con le proprie competenze. Andremo avanti compatti verso nuove sfide, col sorriso, con la voglia di tirare e di stare insieme. Perché poi la cosa più bella è quando vedi sull’area di tiro venti regioni che prima si scontrano ma poi chiacchierano appassionatamente, dando vita ad indimenticabili terzi tempi.

PROGRAMMA COPPA ITALIA DELLE REGIONI 2019

Domenica 30 Giugno

Dalle 09.30 Finali Medaglia di Bronzo e Medaglia d’Oro squadre Miste (Olimpico 40m, 60m, 70m e Compound 50m)

A seguire Finali Medaglia di Bronzo e Medaglia d’Oro squadre Campagna (femminile e maschile)

13.00-13.30 Cerimonia Premiazione

A seguire Cerimonia di Chiusura


In questo articolo: