Teatro Lirico, i lavoratori: “Zedda unico responsabile della paralisi”

Il Cda è stato convocato per lunedì prossimo ma all’ordine del giorno non risulta il Bilancio 2014, e neanche il riferimento alla nomina di un nuovo sovrintendente

Lirico, Zedda convoca il consiglio di amministrazione per lunedì prossimo, 16 dicembre, ma all’ordine del giorno non risulta nessun riferimento alla nomina del nuovo sovrintendente e al bilancio di previsione 2014. E parte l’ennesimo grido di rabbia dei lavoratori, preoccupati per il futuro e la sopravvivenza della Fondazione. In una lettera dai toni forti, i lavoratori accusano Zedda di essere “l’unico colpevole della paralisi” che sta caratterizzando l’ente lirico.

“Forse dovremmo essere contenti – scrivono le Rsu dell’ente lirico nella lettera, dopo aver saputo della convocazione del cda – invece, da impuniti pessimisti continuiamo a preoccuparci anche perché tra i punti all’ordine del giorno non compare, forse per dimenticanza o forse per volontà, alcun riferimento al Bilancio di Previsione 2014 e a tutti i suoi collegati.

Il venir meno all’obbligo dell’approvazione del Previsionale 2014 esporrebbe la Fondazione al rischio commissariamento, a meno che non sia questo il Suo obbiettivo finale con l’evidente intento di delegittimare questo Consiglio di Amministrazione e costituirne uno nuovo magari più compiacente.

In questa fase, comunque, ci preme ricordarle che in veste di amministratore ha il dovere e l’obbligo di rispettare tempi e norme di legge per dotare il Teatro degli strumenti indispensabili per un corretto funzionamento, una corretta pianificazione ed un corretto utilizzo dei fondi pubblici.

È difficile provare soddisfazione nel constatare che, a distanza di quarantacinque giorni dalle sentenze del Tar Sardegna, solo oggi lei e l’Organo di vigilanza interna (Revisori dei Conti), abbiate preso atto  di quello che tutti davano per scontato da almeno quarantaquattro giorni.

Crediamo sia grave che il Presidente/Rappresentante Legale, abbia solo potuto pensare di gestire la nostra Fondazione come se fosse cosa propria con licenza di mandarla in tilt a suo piacimento.

È molto grave il non agire dei Revisori dei Conti che anziché attivarsi fattivamente a far applicare le sentenze e dopo aver legittimato nel tempo le sempre diverse procedure di nomina dei consiglieri, abbiano impiegato il loro tempo a chiedersi e chiedere se il Consiglio di Amministrazione fosse validamente costituito.

Reputiamo invece gravissimo che il Presidente/Sindaco, pubblico amministratore di pubblico denaro, abbia potuto ritardare  per così tanto tempo l’applicazione delle sentenze immediatamente esecutive di un Tribunale Italiano. Inaudito!!!

Comunque Presidente un risultato lo ha sicuramente raggiunto facendo ricadere sul Teatro tutti gli effetti negativi di questa sua inadempienza, infatti, basta frequentare quotidianamente il Teatro per capire quali incalcolabili (o forse no) danni abbia provocato questo Suo inutile prendere tempo.

È ormai dall’8 di novembre che all’azienda Teatro mancano le figure dirigenziali più importanti e di conseguenza tutte le funzioni direttive e decisionali sono tornate solo ed esclusivamente nelle Sue mani.

L’evidente stallo produttivo ci porta ad individuarla come unico colpevole di questa paralisi. Tanto ostracismo, questa volta, ha vanificato anche la buona volontà dei superstiti e dei dipendenti che in mancanza degli atti non ancora deliberati nulla hanno potuto fare.

L’unico augurio che possiamo farci è quello che in qualità di Presidente del Consiglio di Amministrazione, programmi i lavori, magari a tappe forzate per recuperare il tempo perduto, per far ripartire al più presto la macchina Teatro”.


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