apertura1 / 4 Novembre 2021

Lotta per l’uguaglianza rispetto agli altri cittadini italiani, ora la Sardegna è più forte

Trasporti, energia, sanità: oggi vivere in Sardegna costa 5 mila e 700 euro in più ciascuno all'anno rispetto ai connazionali. Ma grazie all’inserimento del principio dell’insularità nella Costituzione approvato ieri i sardi hanno uno strumento in più per vincere la sfida e colmare il gap. La costituzionalista Bassu: “La politica si muova: servono la volontà e le capacità per raggiungere i risultati concreti"

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il-diavolo-sulla-sella / 3 Novembre 2021

L’insularità entra nella Costituzione italiana, c’è il primo storico ok in Senato: sarà la svolta per la Sardegna?

L'obiettivo è riconoscere in modo permanente la situazione di svantaggio che comporta vivere su un'isola e fare in modo che lo Stato intervenga per mettere i cittadini sardi in condizioni pari rispetto al resto degli italiani. Vivere in Sardegna costa ogni anno 5.700 euro in più a ogni reisdente, ma ci sono anche le difficoltà legate a trasporti e infrastrutture. Per l'approvazione definitiva servono altri tre passaggi alle Camere

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sardegna / 24 Settembre 2019

Insularità della Sardegna, unanimità del Consiglio Regionale per la richiesta di una commissione speciale

Un’iniziativa trasversale con un obiettivo dichiarato: ottenere il riconoscimento del principio di insularità da parte dei rispettivi Stati e dell'Unione Europea, per le regioni appartenenti a Stati sovrani, aderenti all'UE, il cui territorio sia esclusivamente insulare e situato nel mar Mediterraneo: Sicilia, Sardegna, Corsica, Isole Baleari, Creta, isole dell’Egeo e isole Ionie.

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sardegna / 21 Giugno 2018

Ora la Sardegna vuole una vera Insularità: “Basta con le elemosine di Stato”

Questo il senso dell’evento che si è tenuto oggi presso la Camera dei Deputati per iniziativa di Pietro Pittalis e Romina Mura, coordinato da Michele Cossa, che ha detto che “gli italiani che vivono nelle Isole chiedono dunque di non essere più essere assistiti dalle elemosine di Stato, che generano clientela e rassegnazione, ma vogliono invece di essere posti in condizioni di cimentarsi in condizioni di pari opportunità con tutti gli altri cittadini italiani”

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