Sit in di solidarietà per Nino Di Matteo e il pool di Palermo

Palermo chiama, Cagliari risponde

PALERMO CHIAMA ? CAGLIARI RISPONDE

SIT-IN A SOSTEGNO DEI P.M. PALERMITANI DI MATTEO, DEL BENE, TARTAGLIA, TERESI – CAGLIARI, SABATO 21 DICEMBRE, PALAZZO DI GIUSTIZIA (P.zza Repubblica), h.10,00

<<Di Matteo deve morire, e con lui tutti i P.M. della trattativa (processo di cui sono titolari i magistrati della Procura di Palermo ndr.)>>. <<È tutto pronto, e lo faremo in maniera eclatante>>.
Il mittente di tali esternazioni è il boss corleonese Salvatore Riina, i destinatari i P.M. del pool che indaga sulla trattativa Stato – mafia, e in particolare il dott. Nino Di Matteo.

Le minacce gli hanno impedito, di fatto, di partecipare alle udienze milanesi della scorsa settimana in cui è stato interrogato il collaboratore di giustizia Giovanni Brusca, esponente di spicco di cosa nostra. Il mezzo messo a disposizione per il trasferimento è un blindato lince (carro armato che i nostri militari impiegano in Afghanistan). Di Matteo rifiuta: <<Oltreché impensabile dal punto di vista pratico e logistico, un magistrato che deve circolare a bordo di un carro armato diventa anche ridicolo>>.

Dal comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico indetto a Palermo il 3 dicembre, il Ministro dell’Interno Alfano afferma di “non escludere un ritorno alla strategia stragista” e promette la dotazione alla scorta del magistrato del dispositivo “bomb jammer” (che ha la funzione di neutralizzare le frequenze di comandi a distanza, rendendoli inefficaci).
Tale strumento, però, ancora non gli è stato consegnato.

Rimane quindi altissimo, per il magistrato più esposto d’Italia, il rischio di un attentato.

Infine, pende in capo a Di Matteo il provvedimento disciplinare avviato dal CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) nei suoi confronti in quanto avrebbe confermato in un’intervista rilasciata a Repubblica, nel giugno 2012, dell’esistenza delle intercettazioni tra Nicola Mancino (ex ministro dell’interno) e l’attuale Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Delle suddette intercettazioni aveva, però, già dato comunicazione giorni prima, Panorama.
È di ieri (giovedì, 19 dicembre) la notizia secondo cui sarebbe stato chiesto il proscioglimento del magistrato.

Questo è il destino di chi decide di svolgere fino in fondo il proprio lavoro e il proprio dovere. Di chi decide di non guardare in faccia a nessuno, di andare ad indagare all’interno delle Istituzioni e dei loro esponenti, pur di far prevalere i valori della Giustizia e della Verità.

Tutti questi gravi motivi ci inducono quindi a tenere desta l’attenzione su quanto sta accadendo al dott. Di Matteo e ai colleghi palermitani, invitando tutti gli organi di informazione a diffondere l’evento e ogni singolo cittadino a dimostrare, con la propria presenza, solidarietà a dei fedelissimi servitori dello Stato, affinché non vengano isolati.

Perché <<si muore generalmente quando si è lasciati soli>>, Giovanni Falcone ce lo ha insegnato.