Sinnai, sparò contro i ladri in fuga: ora dovrà risarcirli

L’episodio risale a quasi dieci anni fa, ora il giudice civile ha deciso che il cacciatore dovrà risarcire uno dei banditi ferito mentre fuggiva con il bottino. La moglie: “Una sentenza ingiusta”

Nessuna legittima difesa, i ladri erano in fuga quindi non più pericolosi. Questa in sostanza la motivazione che ha portato il giudice civile ha condannare il cacciatore di Sinnai che il 28 settembre del 2005 aveva sparato contro due banditi che avevano rapinato un supermarket del paese. Un gesto messo in atto dall’uomo, che aveva assistito al furto dalla sua abitazione, per intimidire i banditi e ostacolare la loro fuga con il bottino di alcune migliaia di euro. Gli spari del fucile colpirono uno dei due banditi al tallone: alcuni giorni dopo il rapinatore si presentò in ospedale per fare estrarre il pallino del fucile, venne identificato e arrestato insieme ai complici a cui gli investigatori erano risaliti nel giro di alcuni giorni. Ora, a distanza di quasi dieci anni, il cacciatore, grazie al quale la banda di ladri venne catturata, si vede costretto a pagare un risarcimento di quasi 4 mila euro nei confronti del bandito ferito: somma patteggiata visto che la richiesta iniziale ammontava a 50 mila euro. 

“Dalle risultanze istruttorie è emersa l’insussistenza della legittima difesa – si legge nella sentenza dell’11 febbraio scorso – come comprovato dal fatto pacifico, che nel momento in cui il cacciatore esplose il colpo d’arma da fuoco contro il ladro, questo era in fuga. Tanto è sufficiente per escludere l’attualità del pericolo”. Tradotto l’uomo non doveva sparare perché i banditi erano in fuga e quindi non costituivano più una minaccia. “Pagheremo molto meno di quanto richiesto inizialmente – spiega la moglie del cacciatore, Angela Uda – ma la sentenza è ingiusta. Mio marito ha agito per legittima difesa perché uno dei ladri ha puntato la sua arma verso di lui, e solo dopo si è saputo che si trattava di una pistola giocattolo: queste cose succedono solo in Italia”.


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