Sigarette più care anche a Cagliari, tabaccai furiosi: “Perderemo clienti e non diventeremo più ricchi”

Pacchetti da venti più salati, cresce anche il prezzo delle sigarette elettroniche. La manovra di Giorgia Meloni non piace ai rivenditori: “Incassa di più lo Stato, tra i tantissimi rincari questo si poteva proprio evitare. Qualcuno potrebbe smettere di comprare tabacco, verremo visti per l’ennesima volta come esattori”

Fumare? Diventerà sempre più roba per ricchi, in Italia. Il Governo Meloni, nella bozza della manovra di bilancio, prevede rincari su sigarette, tabacco e anche sigarette elettroniche. Un rialzo di 20 centesimi il primo anno ed, compreso tra 10 e 15 in media nei tre anni. A conti fatti circa 20 centesimi a pacchetto il primo anno e di 10-15 centesimi, confermati, nei prossimi tre anni. Non solo le bionde classiche: colpite dagli aumenti anche le sigarette elettroniche, si tratta di 8 centesimi per millilitro per le e-cig senza nicotina e 13 per i dei prodotti con nicotina. Altro aumento: tra i 10 e 15 centesimi per il tabacco riscaldato. Da Roma sperano di incassare oltre cento milioni l’anno, ma i tabaccai sono già infuriati. Alessio Galasso, la settimana prossima, riaprirà la sua tabaccheria in via Schiavazzi a Cagliari: “Ogni tot di anni ci sono aumenti, è chiaro che non fa piacere ed è sbagliato, vista la crescita dei prezzi di tutti i prodotti, aumentare anche quello delle sigarette proprio ora. Noi non diventeremo certo più ricchi, alla fine incasserà di più lo Stato”, osserva, “oltre al fatto che una parte di chi fuma potrebbe cambiare abitudine e smettere, cioè clienti in meno. È una manovra sbagliata, sarebbe meglio posticiparla”.
Concorde, e se possibile anche più critico, Giovanni Demontis, tabaccaio di via Paoli: “Non ho votato certo la Meloni, ma purtroppo mi accorgo che i governi cambiano ma i metodi per incassare sono sempre gli stessi, quelli vecchi, tassare le sigarette. Alla fine, per me non cambia nulla, continuerò ad essere visto dai clienti come un esattore dello Stato. La nostra categoria continua ad essere bistrattata e non tutelata a dovere”, osserva. Su ogni pacchetto, l’incasso per il tabaccaio è di qualche centesimo, tutto il resto finisce nelle casse statali: “Ed è ingiusto, ricordo che stiamo vivendo un periodo storico di grande difficoltà e incertezza. Perchè mai aumentare, un’altra volta, proprio il tabacco e i pacchetti delle sigarette?”.


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