Si infiamma la campagna elettorale in Sardegna, Todde: “Da Soru bassezze e menzogne”

La candidata del campo largo replica al leader della coalizione sarda, che ha dichiarato di averla scartata un colloquio di lavoro. Mister Tiscali: “Non posso seguirla sulla strada dell’insinuazione. Non fa parte della mia storia, politica e professionale, utilizzare circostanze personali e private per fare leva sulla pancia dell’elettorato”. Anche Zedda, Fdi, contro l’esponente del M5Stelle


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“Le schermaglie promosse da Soru sono di una tale bassezza che non sarebbero meritevoli di alcun interesse se non per un aspetto, che invece dovrebbe interessare tutti i sardi: Soru sta mentendo e continua da tempo a mentire spudoratamente e senza ritegno”. Alessandra Todde, candidata alle regionali per il campo largo replica duramente a Renato Soru, candidato della coalizione sarda, che ha dichiarato di aver scartato la Todde a un colloquio di lavoro.

“Ha cominciato a mentire sulla genesi della mia nomina come candidata presidente per la coalizione di cui faceva parte”, continua l’esponente del Movimento 5 Stelle, “ha continuato mentendo sulle ragioni per cui è saltato il previsto confronto privato a casa sua, ha perseverato col mentire sulle modalità che hanno portato al mancato accordo in occasione del tavolo di conciliazione organizzato dai Progressisti. Ha ancora mentito sul tema delle energie rinnovabili, diffamandomi e facendo allusioni smentite da atti pubblici chiari e inequivocabili e, proprio in questi giorni, ha nuovamente mentito sulle proposte contrattuali che ho da lui ricevuto e sulle sue attestazioni di stima nei miei confronti, delle quali ho evidenza già dal 2017 e che sono state reiterate fino a qualche mese fa. In merito alla sua ultima polemica”, aggiunge, “potrei pubblicare il carteggio via mail e il testo del contratto che ho ricevuto da lui, così come la mia netta rinuncia, ma la documentazione non la ho solo io. Dovrebbe controllare meglio la sua posta elettronica in uscita e in arrivo prima di fare l’ennesima brutta figura. Non pensavo che per un uomo tecnologico potesse essere un problema. Infine, mente sui miei titoli e sul mio curriculum, che ben conosce e che farebbe bene a ripassare prima di arrampicarsi in considerazioni-boomerang. Un’ultima riflessione: se Soru mente sistematicamente come ha più e più volte dimostrato di fare in soli pochi mesi, su cos’altro sta mentendo e su cos’altro mentirà?

A me sembra tutto molto grave”, conclude, “e credo che le sarde e i sardi, quei tantissimi ancora in grado di ragionare con la propria testa, saranno d’accordo con me”, conclude Alessandra Todde candidata presidente per il centrosinistra in Sardegna”,

In serata la replica di Soru: “Non posso seguire Alessandra Todde sulla strada dell’insinuazione. Ha inquinato il dibattito con fatti personali, ma non mi presterò a questa spirale discendente. Non fa parte della mia storia, politica e professionale, utilizzare circostanze personali e private per acquisire consenso e fare leva sulla pancia dell’elettorato. Le nostre differenze sono politiche, parliamo di politica”.

In serata anche la senatrice Zedda, Fdi ha attaccato la Todde. “Comprendo la grillina Todde che ricerca lo scontro con Truzzu per polarizzare la scelta: le occorre visibilità. Deve catalizzare l’attenzione su di sé avendo altri 2 competitor a sinistra. E la comprendo anche quando in maniera ossessiva parla del fatto che abbiamo affisso i manifesti della Meloni: lei non utilizza né i manifesti di Conte né quelli di Elly perché evidentemente se ne vergogna. Esce sola, fa la Sarda anche se eletta deputato in un collegio non sardo e perché scelta come candidata presidente ad un tavolo romano con una banale spartizione di regioni, lontani i tempi di Grillo in cui si stigmatizzavano le coalizioni, ha addirittura dovuto inserire il simbolo del M5S in un simbolo condiviso. Ricerca lo scontro in terra Sarda con gli altri candidati a Presidente quelli di sinistra Soru e Chessa e con l’unico candidato scelto in Sardegna e cioè Truzzu, della coalizione di centro destra civico sardista.  Noi non ci vergogniamo né del nostro leader nazionale, anzi ci fregiamo di avere con lei un ottimo dialogo politico e siamo fieri di ciò che ha fatto in questi 14 mesi di governo., siamo orgogliosi del nostro simbolo e lo affiggiamo dove e quando vogliamo. Noi vogliamo governare la Sardegna con la convinzione che in altri cinque anni il centro destra al Governo della nostra terra possa fare ancora di più di ciò che è stato fatto fino ad oggi nonostante il covid e le congiunture internazionali. A noi non interessa battere le sinistre, a noi interessa il bene della Sardegna. La Todde, invece di cercare lo scontro, parli di ciò che ha fatto come viceministro e prima come sottosegretario, racconti di come ha bloccato la progettualità della dorsale e di come ha avallato il decreto Draghi sulle energie rinnovabili, o inserito negli obiettivi PNRR l’uscita forzata del mercato tutelato dell’energia. Racconti di come decreti Draghi, di cui Lei era viceministro, si è individuata come preda la nostra Sardegna. Racconti di come hanno scelto di non scegliere sulle energie rinnovabili. Racconti come per il deposito delle scorie sia stato il governo Meloni ad inserire il principio della autocandidatura mentre lei e il suo governo prevedevano dei “banali ragionamenti tecnici” e quindi una imposizione burocratica per criteri. Racconti di come, da componente di governo, abbia scelto di fare come Ponzio Pilato e lavarsi le mani in troppe vertenze industriali sarde. Le sinistre si fanno la guerra tra loro e quel che è certo che la nostra terra non può essere lasciata in balia di Soru o dei grillini che con tanta demagogia hanno bloccato lo sviluppo della Sardegna e hanno concesso alle multinazionali, in maniera incontrollata, la possibilità di depredare la nostra terra”.