Una seduta di fuoco quella di pochi giorni fa che è finita tra le mani del Prefetto: il consigliere Carlo Pahler, infatti, non ha mandato giù la discussione con il Presidente del Consiglio Comunale, Marco Maccioni, e ha voluto denunciare “i gravissimi fatti di inaudita violenza verbale, istituzionale e fisica verificatisi durante e subito dopo l’adunanza consiliare svoltasi in data 16 luglio 2026.
I fatti, dettagliatamente descritti di seguito, sono pienamente verificabili attraverso la registrazione video ufficiale dell’adunanza, pubblicata sul portale istituzionale del Comune.
Durante la trattazione di una mozione iscritta all’ordine del giorno” Pahler “ha formalmente richiesto la parola per poter esprimere la propria dichiarazione di voto.
Il Presidente del Consiglio Comunale, Marco Maccioni, violando i suoi precisi doveri di neutralità, terzietà e garanzia, mi ha negato la parola pur avendone diritto in qualità di capogruppo per dichiarazioni di voto. Dinanzi a tale sopruso, ho reiterato la richiesta e ha formalmente invitato il Segretario Comunale, Dott. Alessandro Pireddu, a verbalizzare l’abuso in corso.
Il Presidente Maccioni ha risposto a tali legittime rimostranze pronunciando le seguenti affermazioni, che ne palesano l’arbitrio e il rifiuto di applicare le regole d’aula: “Non chiedetemi interventi perché non ne do a nessuno, una ora e mezzo per una mozione.”
“Consigliere Pahler non le do parola.”
“Non gliela do la possibilità di intervenire, lo metterà a verbale.”
Impedendo lo svolgimento delle dichiarazioni di voto, il Presidente ha compromesso irrimediabilmente la regolarità della seduta, non consentendo ai consiglieri di esprimersi in un clima di necessaria serenità e trasparenza democratica”.
Non solo: “Offese personali, ingiurie pubbliche e delegittimazione del ruolo istituzionale.
Nel corso del dibattito, il Presidente del Consiglio ha usato espressioni “Es stai zitto un attimo e mamma mia, ses sempre narendu, oh.”
Il livello dello scontro verbale, alimentato unicamente dalla Presidenza, è degenerato in offese personali mirate a ledere la reputazione e l’onore dello scrivente, definendolo testualmente “maleducato” e “ignorante”, ed etichettandolo come un ostacolo per l’istituzione: “Lei sa solo fare questo, non è mai stato costruttivo per questa comunità e mai lo sarà.”
“Lei continuerà a fare le figuracce di fronte a questa plenaria, io dico a quello che io dico a questa assemblea in quattro anni e credo che la comunità non rielegga lei che è un problema per questa assemblea.”
“Lei dimostra di essere il maleducato che dimostra da anni, visto che abbiamo un ignorante.”
“Dichiara scrivi, scrivi tanto sai fare solo quello.”
Minacce e aggressione fisica a margine della seduta: l’aspetto di massima gravità si è verificato verso le battute conclusive dell’adunanza e subito dopo lo scioglimento della stessa.
All’interno dei locali istituzionali, il Presidente del Consiglio ha aggredito fisicamente Pahler mettendogli fisicamente le mani addosso in presenza di pubblico testimone, continuando a schernirlo con atteggiamento provocatorio e intimidatorio”.
Questo quanto inviato al Prefetto che ha preso in carico la verifica dei fatti.












