Selargius diventa la casa di 140 scienziati: ai bordi della 554 l’agenzia spaziale al centro di un maxi parco

È fatta. Il Comune mette a disposizione tutti gli spazi di Cuccuru Angius per far arrivare, “entro il 2022”, centinaia di scienziati per elaborare i dati che arrivano dai satelliti. Il sindaco Concu: “Vantaggi economici per tutto il territorio. Ci sarà anche una sala multimediale e un centro di elaborazione dati. Nella loro sede di Matera, gli scienziati, non ci stanno più, e hanno scelto la nostra regione: siamo orgogliosi”

Era uno degli ultimi tasselli per completare il sogno, ormai prossimo alla realtà, di una Selargius casa di ben centoquaranta scienziati dell’Asi, l’agenzia spaziale italiana. A Matera, unica sede italiana oltre a quella, amministrativa, di Roma, gli spazi sono terminati. E già da anni chi studia i pianeti e i satelliti ha visto, nella collina di Cuccuru Angius, una meta ideale. Lì c’è già l’Istituto nazionale di astrofisica, dunque il “matrimonio” tra le due realtà è pure più semplice.
Oggi la giunta comunale guidata dal sindaco Gigi Concu ha detto sì “alla concessione del comodato d’uso degli immobili realizzati nel compendio di Cuccuru Angius destinati alla sede del Sardinia Deep”. La maxi parabola che consente di osservare stelle e pianeti sarà utilizzata dai maggiori esperti d’Europa. Un piano da 15 milioni di euro, ai bordi della 554 la nuova casa di centoquaranta scienziati sarà immersa nel verde: prevista la realizzazione di un maxi parco da ben cinque ettari e, anche, di un infopoint, adatto ad accogliere visitatori sia sardi sia stranieri. La speranza è anche quella di creare un turismo di tipo scientifico, nell’area di San Basilio. L’infornata di scienziati dovrebbe essere realtà “entro il 2022, ma sono già stati messi 600mila euro per il trasferimento da parte dell’Asi, che ha voglia di accelerare i tempi. A Matera non ci stanno più, gli spazi sono quelli che sono. Da noi sorgerà un centro di elaborazione dati, oltre all’infopoint e a un giardino dove troveranno spazio anche alberi, come i pini, secolari, presenti lì sin da quando l’area era stata utilizzata come deposito di munizioni durante la Seconda guerra mondiale”.
“È certamente una grandissima opportunità non solo per il nostro Comune ma per l’intera Isola”, ricorda Concu, che si è sempre speso per dare una svolta internazionale al parco della scienza ai bordi della Sss 554. “Un traguardo che premia il grande di squadra portato avanti dai nostri uffici e dai diversi assessorati coinvolti, grazie al quale, passo dopo passo, siamo riusciti a trasformare l’area oltre la 554, rendendola un fiore all’occhiello in grado che ci riempie di orgoglio e creerà importanti ricadute occupazionali sul territorio”.


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