Macciotta punge Giulini: “Dichiarazioni infelici, lo stadio non c’entra con le vicende societarie”
In Consiglio comunale l’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta ha fatto il punto sull’iter del nuovo stadio, definendolo un percorso complesso ma ormai avviato verso una fase decisiva.
Macciotta ha ricordato come il progetto, al centro del dibattito cittadino da anni, sia stato rilanciato dall’attuale Giunta attraverso l’accordo di programma con la Regione e il successivo lavoro tecnico sul piano economico-finanziario (PEF), presentato dal Cagliari Calcio. Si tratta, ha sottolineato, di un’operazione in project financing che porterà a una gara pubblica, senza automatismi a favore del proponente.
Tre mesi di istruttoria e trasparenza
L’assessore ha respinto le accuse di scarsa trasparenza: l’analisi del PEF è stata condotta dagli uffici in tre mesi “con rigore e terzietà”, consentendo di portare in aula un documento già corretto su diversi punti critici.
Il passaggio su Giulini
Nel suo intervento Macciotta ha criticato apertamente le recenti dichiarazioni del presidente Tommaso Giulini, che aveva collegato le vicende societarie del club al progetto stadio.
“Una dichiarazione infelice”, ha detto l’assessore, chiarendo che l’iter amministrativo è “totalmente scollegato” da operazioni private e assetti societari: il Comune non ha rapporti né conoscenze su queste dinamiche e le valutazioni sul progetto restano indipendenti.
Niente ipoteca sullo stadio
Uno dei nodi principali, quello dell’ipoteca, è stato risolto: la Giunta ha imposto una linea “ferma e intransigente”, ottenendo l’eliminazione di qualsiasi garanzia ipotecaria sull’impianto.
Il Comune, ha ribadito Macciotta, non assumerà obblighi di garanzia a favore dei finanziatori.
Diritto di superficie
Resta invece aperto il tema del diritto di superficie, che trasferirebbe temporaneamente la proprietà dello stadio al concessionario per 50 anni.
La Giunta non lo considera un tabù, ma la decisione finale spetterà al Consiglio comunale.
Stop ai parcheggi a gestione privata
Secondo punto risolto: il PEF non conterrà più i ricavi derivanti dalla gestione privata dei parcheggi (stimati in circa 1,5 milioni annui). Anche su questo il Comune ha ottenuto una revisione del piano.
Il nodo canone
Rimane invece aperta la questione del canone concessorio, fissato nella proposta iniziale a 50 mila euro annui, cifra ritenuta troppo bassa dall’amministrazione.
La società, però, sostiene che un aumento metterebbe a rischio l’equilibrio economico del progetto.
Obiettivi e prospettive
Macciotta ha ribadito che l’obiettivo è trovare un equilibrio tra sostenibilità finanziaria e tutela dell’interesse pubblico.
Se il percorso procederà senza intoppi, il Comune punta alla gara entro giugno e all’avvio dei lavori nel 2027, mantenendo viva la candidatura della città per competizioni internazionali sotto l’egida della UEFA.
“Lo stadio non è una svendita – ha concluso – ma un’opportunità per tutta la città, da realizzare senza mai rinunciare all’interesse pubblico”.












