“Da quanto si apprende” si legge, “sarebbe un impianto di lavorazione delle nafte e non si sarebbe attivato alcun allarme interno, né alcun avviso sarebbe stato dato alla popolazione residente”.
Portavoce delle preoccupazioni dei residenti, sono i presidenti delle associazioni Lidia Frailis e Angelo Cremone, rappresentati dall’avvocato Alessandra Nocco.
Le fiamme alte, documentate con video e foto diffuse anche sui social, e una densa colonna di fumo nero che si è elevata sopra lo stabilimento, “che quindi si è disperso nell’aria.
Le note stampa Sarlux danno atto di diverse segnalazioni pervenute ai Vigili del Fuoco di Cagliari, infatti le dimensioni delle fiamme e della colonna di fumo erano ben visibili anche a grande distanza.
Le nostre associazioni sono fortemente preoccupate poichè, come già esposto in precedenza non si tratta del primo incendio e perchè non si comprende su quali dati la Società Sarlux possa affermare che non vi sia stato alcun impatto per le persone (come lavoratori, residenti della zona) e per l’ambiente, nonchè quali siano state le sostanze presenti e risultanti dalla combustione.
Non è affatto chiaro cosa debba intendersi per “anomalia”, ma soprattutto quali sono le cause che hanno causato l’innesco. Le risposte a queste domande evidentemente sono sconosciute alla popolazione ed ai lavoratori che si trovano esposti alle emsissioni, al rischio di incidente rilevante, senza un allarme e senza un avviso.
Vista la frequenza degli episodi ci si chiede se gli impianti siano rispettosi delle normative di sicurezza e delle prescrizioni AIA, nonchè dei Piani di Sicurezza, qualora predisposti.
Ancora una volta le nostre associazioni raccolgono e danno voce alla forte preoccupazione delle persone per tutti i rischi connessi alle eventuali irregolarità nell’esercizio del petrolchimico e per le ricadute sull’ambiente e sulla salute e l’incolumità delle persone. Il presente esposto è pertanto finalizzato a chiedere di voler svolgere indagini sul corretto funzionamento del sistema di rilevamento e validazione dati effettuato dalle centraline censa2 e censa3 e sulla centralina CENSAR (Comune di Sarroch); sul rispetto delle linee guida e dei valori guida OMS per la qualità dell’aria e le eventuali conseguenze degli eventuali superamenti sulla salute umana”.
Tale richiesta, insomma, risponde evidentemente alla fortissima preoccupazione che “le situazioni evidenziate possano essere causa di gravi danni ambientali e per la salute umana e l’incolumità delle persone”.
Viene chiesto inoltre di “accertare la causa della particolare colorazione nera del fumo conseguente all’incendio, nonchè le sostanze combuste e derivanti dalla combustione, gli eventuali impatti ambientali e sulla salute delle persone”.










