“Sardegna sostenibile e sovrana”, l’associazione con Biolchini e Dore

La sfida: “A tre mesi dalle elezioni regionali nel dibattito il grande assente è la politica”. Tra i fondatori anche Enrico Lobina

È nata a Cagliari l’associazione “Sardegna Sostenibile e Sovrana”. A promuoverla è un gruppo di cittadini, liberi professionisti, amministratori e intellettuali che nei mesi scorsi sono intervenuti nel dibattito politico sollecitando innanzitutto lo svolgimento di primarie aperte e partecipate, poi chiedendo al centrosinistra di definire con chiarezza (e prima della consultazione) i perimetri dell’alleanza, e infine rivolgendo un appello perché, all’indomani delle primarie, non venisse sottovalutata la questione morale. 

Presidente dell’associazione è Pierluigi Marotto, vicepresidente Susanna Galasso, tesoriere Maria Immacolata Montixi. Soci fondatori dell’associazione sono anche Fabiano Atzeni, Vito Biolchini, Giovanni Dore, Antonio Franco Fadda, Giovanni Galistu, Roberto Mirasola, Alfonso Orefice, Valentina Pinna, Mariuccia Sanna, Maddalena Sotgiu, Lucia Tronci e Tiziana Troja. 

La prima iniziativa pubblica di “Sardegna sostenibile e Sovrana” è in programma a Cagliari sabato prossimo, 7 dicembre. L’appuntamento è per le 17 allo Spazio Search (sottopiano del Comune), nel Largo Carlo Felice 2. Sul tema “Quale sviluppo per la Sardegna?” interverranno Valentina Pinna (Valorizzazione dei beni comuni nel territorio), Alfonso Orefice (Sviluppo rurale e nuova PAC), Vito Biolchini (Cultura e lingua), Roberto Mirasola (Piccola impresa e fiscalità), Giovanni Dore (Continuità territoriale), Enrico Lobina (EuroSardegnaMediterranea) e Antonio Franco Fadda (Uso sostenibile del suolo). 

Al termine degli interventi si aprirà il dibattito al quale interverranno Michele Piras (Sel), Gesuino Muledda (Rossomori), Franciscu Sedda (Partito dei Sardi), Valentina Sanna (Sardegna Possibile), Gavino Sale (Irs), il candidato alle primarie del centrosinistra Andrea Murgia e Franco Branca (Casa Sardegna). 

A tre mesi dalle elezioni regionali la grande assente dal dibattito è la politica. Si parla di candidati, di alleanze, di questione morale, ma non è chiaro quale sia l’idea di Sardegna che si vuole portare avanti. In questi mesi ci siamo espressi pubblicamente prima per richiedere delle primarie che consentissero una vera partecipazione popolare, cosi non è stato. Abbiamo poi fatto un appello pubblico affinché il centrosinistra sardo trovasse un accordo politico e riproposto la questione morale, purtroppo oggi attualissima. Di fronte al silenzio totale che purtroppo ci ha accompagnato, abbiamo deciso di prendere l’iniziativa e riportare la discussione sui temi, sui problemi della gente. 

Vogliamo provare a parlare di impresa, sviluppo rurale, territorio, cultura, continuità territoriale e lo vogliamo fare prima di tutto con i cittadini. Non ci sottraiamo al confronto politico ed è per questo che ci fa piacere sentire come la pensano le forze politiche a noi più vicine, convinti che sia oramai una necessità la nascita di un polo che possa cercare un nuovo patto costituzionale con lo Stato per una moderna identità che deve fondarsi su diversi elementi: lo sviluppo sostenibile, la lingua sarda come indispensabile fattore di crescita, il pieno esercizio di tutti i poteri oggi delegati alla Sardegna e un loro indispensabile ampliamento in un ottica di autogoverno e di sovranità dell’isola. Obiettivi che possono essere raggiunti solo da una nuova classe dirigente libera dai condizionamenti del passato (perché la stagione dell’Autonomia è finita) e capace di interpretare la diffusa richiesta di moralità invocata anche in Sardegna dai cittadini.


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