Il primo figlio a 33 anni e culle vuote in Sardegna: l’Isola ultima in Italia per le nascite

Tra nascite in calo e carenza dei servizi per l’infanzia sono drammatici i dati del report della Cna: con un valore medio di appena 0,95 figli per donna, la nostra è l’ultima regione in Italia per livello di fecondità; con una età media al parto di 32,9 anni, l’isola si colloca al secondo posto per anzianità della madre

Nascite in calo e carenza dei servizi per l’infanzia: sono drammatici i dati contenuti nel report della Cna Sardegna. Con un valore medio di appena 0,95 figli per donna, la nostra è l’ultima regione in Italia per livello di fecondità; con una età media al parto di 32,9 anni, l’isola si colloca al secondo posto per anzianità della madre (preceduta solo dalla Basilicata con 33,1 anni).

Le proiezioni prevedono un progressivo invecchiamento strutturale e declino socio-demografico dell’isola. La Sardegna si colloca poco al di sopra della media nazionale (24,6) ed al decimo posto nella graduatoria delle regioni italiane per i servizi per l’infanzia.

Alla fine del 2019 nell’isola erano localizzati 335 servizi per la prima infanzia, con 8.556 posti autorizzati al funzionamento: 3.388 nel settore pubblico (39,6%) e 5.168 nel settore privato (60,4%).

La rete degli asili nido isolani copre principalmente l’area metropolitana di Cagliari, ma lascia pressoché scoperti i comuni minori e le aree interne (solo il 24,1% dei Comuni sardi, infatti, risulta coperto dal servizio).

Particolarmente carente nell’isola risulta l’offerta pubblica: in Sardegna il 21,5% della domanda di servizi per l’infanzia trova soddisfazione in strutture private con riserva di posti.

Molto alti i costi a carico degli utenti: 1.139 euro per utente contro i 595 euro delle regioni del Sud Italia. Piras e Porcu (CNA): “Un serio programma di investimento pubblico per il potenziamento dei servizi per l’infanzia, soprattutto nei comuni minori, è oggi una strada obbligata – Dal PNRR un contributo prezioso”.

 


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