Sardegna, l’appello per non fare morire il nostro cinema

“Subito i bandi per rilanciare il settore”

Emanazione immediata dei bandi che permettano di utilizzare i fondi previsti dalla Legge cinema a favore della produzioni di interesse regionale e ripartizione dei rispettivi fondi in base ai criteri stabiliti dalla legge. All’indomani dell’accoglimento da parte dei giudici del Tar Sardegna dell’istanza di sospensione cautelare del decreto della Regione che ripartiva i fondi destinati agli “Interventi a favore del cinema in Sardegna” (presentata da numerosi registi e altri operatori del cinema isolano) dovrebbero essere queste le conseguenze più immediate.

Con la decisione presa mercoledì sera dal Tar, viene sospeso il decreto dell’assessore regionale alla Programmazione (si tratta del 34/1861 del 13 marzo 2015) con il quale venivano ripartiti, per il triennio 2015-2017, i fondi  riguardanti “Interventi a favore del cinema in Sardegna”.

Fondi che per la Eia Film, la prima ad aver presentato ricorso davanti ai giudici amministrativi (seguita poi, con un intervento “ad adiuvandum” da numerosi altri operatori del comparto audiovisivo isolano), erano stati assegnati in totale difformità rispetto alla legge. Che parla di una percentuale del 70 per cento di questi da assegnare alla Produzione, sviluppo e distribuzione di film (nella misura dell’80%) e al funzionamento della fondazione Sardegna film commission (nella misura del 20%) e di destinare il restante 30 per cento a rassegne, festival, promozione della cultura cinematografica,  educazione al cinema, formazione professionale, ricerca e misure di miglioramento dell’offerta e della diffusione dell’esercizio cinematografico in Sardegna.

 

 

Nel decreto contestato, invece, dei complessivi 6.665.000 euro a disposizione per il triennio 2015/2017, ben il 45% è stato destinato direttamente alla Film commission, che peraltro può accedere anche ai fondi a valere sul capitolo sviluppo del cinema in Sardegna, arrivando così facilmente al 60%.

A questo punto sull’annullamento del provvedimento (è questa la richiesta partita dai ricorrenti) l’udienza di merito è prevista per il 25 novembre.  La sospensiva però è stata data con l’indicazione di produrre una ripartizione delle risorse stanziate rispettosa del dettato normativo. Ciò significa che la questione ritorna nelle mani della Regione che potrebbe intervenire modificando, secondo legge, la ripartizione dei 6.665.000 euro.

Per i ricorrenti l’auspicio è non solo che l’intervento del Tar porti l’amministrazione regionale a rivedere le scelte nei criteri di distribuzione delle risorse, ma che questa diventi l’occasione per emanare i bandi attraverso cui rimettere in moto la macchina del cinema in Sardegna.  Che ora, in loro assenza, è ferma e corre il rischio di veder sfumati anche stavolta i denari a disposizione.

La rivisitazione dei criteri di ripartizione delle risorse utilizzati nel decreto contestato e l’emanazione dei relativi bandi non sono le uniche richieste degli operatori del cinema: da tempo Moviementu chiede alla Regione che la gestione dei bandi non sia affidata all’attuale Film commission, ma che, per ora, a gestirli sia ancora l’assessorato alla Cultura così come negli anni passati.

In proposito, Moviementuin collaborazione con numerosi altri operatori del cinema in Sardegna, ha presentato all’assessore Claudia Firino un’ampia rosa di nomi di chiara fama per favorire la composizione tecnico-artistica indispensabile per la valutazione dei progetti.  Ne fanno parte una quindicina di personalità di altissimo profilo come Massimo Gaudioso, sceneggiatore di “Gomorra”, Daniele Vicari, regista del film “Diaz” o Gianluca Ferinelli, direttore della Cineteca di Bologna. 

 

 

 


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