Sardegna arancione, la Lega: “Governo arrogante che odia l’Isola, il sistema dei colori è una pagliacciata”

La dura critica del commissario della Lega sarda: “L’incredibile decisione di condannare ancora la Sardegna alla zona arancione dimostra che questo governo arrogante odia l’Isola, non la conosce e non la rispetta”

Zona arancione, Zoffili (Lega): Governo arrogante che odia la Sardegna, il sistema dei colori è una pagliacciata vergognosa”. Così il commissario della Lega sarda, Eugenio Zoffili, commenta la decisione del Tar. I giudici hanno dato ragione al ministero della Salute, dicendo “no” al ricorso di Christian Solinas. “L’incredibile decisione di condannare ancora la Sardegna alla zona arancione dimostra che questo governo arrogante odia l’ Isola, non la conosce e non la rispetta. I sardi sono responsabili, sanno perfettamente cosa devono fare per impedire la diffusione del virus e poter vivere e lavorare in sicurezza. Questa pagliacciata del sistema a colori, inutile e dannoso, deve finire al più presto”, afferma Zoffili.

Rincara la dose il consigliere regionale leghista Dario Giagoni: ““Accettiamo la sentenza, ma non ne condividiamo il contenuto! Siamo, comunque a prescindere dal risultato finale, orgogliosi di come la Regione Sardegna abbia cercato di far valere le sue ragioni in contrapposizione a uno Stato centrale sin troppo spesso sordo alle nostre richieste e che, soprattutto nell’ultimo periodo, ha assunto più le sembianze di un padre padrone prediligendo le imposizioni calate dall’alto piuttosto che il dialogo con le regioni.
Spero vivamente, che l’esecutivo dia ascolto agli appelli mossi su più fronti che domandano, quanto meno, una rivalutazione sulle modalità di classificazione delle regioni, nonché i criteri di valutazione.
Il destino di un intero popolo non può dipendere da algoritmi, per lo più elaborato con sistemi automatici, da riferirsi a un periodo temporale ben differente rispetto a quello di effettiva applicazione delle restrizioni!
Pur capendo il momento difficile che stiamo attraversando, rimane inconcepibile che a ormai un’anno dall’inizio della pandemia l’unica soluzione sia quello di proseguire con questo assurdo valzer di aperture/chiusure. Dietro ogni impresa vi sono persone in carne e ossa con esigenze e scadenze che da Roma sembrano ignorare sempre più!“


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