Sardegna, annullate centinaia di visite ai malati di diabete: “Possiamo farle con la tele medicina, ma serve l’autorizzazione”

L’emergenza Coronavirus cancella centinaia di visite ai malati di diabete mellito della Sardegna. Programmati da tempo, i controlli periodici ai diabetici sardi sono stati annullati a causa del Decreto che impone il distanziamento sociale e, di conseguenza, la “chiusura” delle sale d’attesa delle diabetologie. Ma la soluzione c’è e si chiama “tele visita”


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Annullate centinaia di visite ai malati di diabete mellito. L’allarme dei medici diabetologi sardi e la richiesta  all’Assessorato alla Sanità: “Possiamo assisterli con la tele visita ma è necessaria l’autorizzazione”.

L’emergenza Coronavirus cancella centinaia di visite ai malati di diabete mellito della Sardegna. Programmati da tempo, i controlli periodici ai diabetici sardi sono stati annullati a causa del Decreto che impone il distanziamento sociale e, di conseguenza, la “chiusura” delle sale d’attesa delle diabetologie. Ma la soluzione c’è e si chiama “tele visita”.

E’ questo l’allarme, con la soluzione, lanciato dalle Società
scientifiche di riferimento della diabetologia – AMD (Associazione
Medici Diabetologi), SID (Società Italiana di Diabetologia) e SIE
(Società Italiana di Endocrinologia) – che, in una lettera indirizzata
all’Assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, al Direttore
Generale dell’Assessorato, Marcello Tidore, e al Commissario
Straordinario dell’ATS, Giorgio Steri, chiedono che venga
“urgentemente autorizzata per tutti i Servizi di diabetologia presenti
in Sardegna, la teleassistenza a favore delle persone con diabete”.

Nel mondo il diabete mellito colpisce 425 milioni di persone, in
Italia 4 milioni in Italia e in Sardegna ben 114.000. Quindi, 6 sardi
su 100 soffrono di questa malattia con una prevalenza che arriva al
6,4% e con la maggiore incidenza in Italia per il Tipo 1, e tra le
più alte del mondo. Degli oltre 110mila casi, la cui età media è di
66,4 anni, circa 58.000 interessano gli uomini e 52.000 le donne. La
prevalenza maggiore è stata registrata nei maschi tra il 64 e 84 anni:
30.954, il 53% di tutti i malati. Il dato viene confermato analizzando
le fasce d’età più colpite: quella tra i 64 e 84 anni, 59.370 casi,
rappresenta il 53,8% dei malati, seguita da quella tra i 45 ai 64 con
31.210 casi , il 28,3% del totale. Tra le aree geografiche, 37.558
casi sono registrati a Cagliari, 21.466 a Sassari e 11.374 a Oristano.

“La gran parte dei nostri pazienti sono in quella fascia di età più
esposta e con più patologie associate al Coronavirus – affermano
Gianfranco Madau e Maria Antonietta Fois, rispettivamente Presidenti
regionali dell’Associazione Medici Diabetologi e della Società
Italiana di Diabetologia – infatti, il Report sulle caratteristiche
dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia, sui dati
aggiornati al 17 marzo 2020, pubblicato dall’Istituto Superiore di
Sanità, pone il Diabete mellito come seconda patologia osservata per
frequenza nei pazienti deceduti (35.5%). L’associazione di più
patologie preesistenti, tipica dei casi delle persone con diabete, fa
impennare la possibilità di esito fatale dell’infezione”. “Questo dato
– continuano Madau e Fois – mette in evidenza che, l’Emergenza
nell’Emergenza, è proteggere ed evitare scompensi nelle persone
portatrici di plurime malattie croniche”.

Per i medici diabetologi, soprattutto in questo periodo di modifica
sostanziale delle abitudini di vita, è necessario mantenere un
servizio essenziale per i pazienti diabetici e favorire la gestione
quotidiana della malattia, per ridurre i disagi degli utenti e le
prevedibili difficoltà per recuperare queste visite nei mesi futuri.

Da qui la proposta degli specialisti alla Regione per l’attivazione
della procedura per lo svolgimento delle visite di controllo non
Urgenti in remoto, la cosiddetta “tele visita” con il paziente a
domicilio contattato telefonicamente.

La “tele visita” inizia con il lavoro preliminare delle infermiere di
diabetologia, che hanno il compito, tra le altre cose, di contattare i
pazienti, farsi inoltrare la documentazione clinica e predisporre i
documenti. Successivamente, il medico diabetologo contatta il paziente
ed esegue telefonicamente una serie di pratiche della visita come
l’anamnesi, la valutazione esami ematochimici e strumentali, l’esame
dell’automonitoraggio del glucosio nelle varie modalità. Compilerà, di
seguito, il diario glicemico, il report ottenuto dal paziente
attraverso app collegate ai glucometri, le piattaforme web per il
download dei dati di sensori e microinfusori. Tutte le informazioni
raccolte, che verranno inserite nella cartella elettronica, serviranno
a redigere il referto e programmare la successiva visita. Rimangono
escluse dalla “televisita” le urgenze, le visite per il diabete
gestazionale e il piede diabetico.

“Con questa iniziativa – concludono il Presidente dell’Associazione
Medici Diabetologi e la Presidente Società Italiana di Diabetologia –
sarà possibile Ridurre il più possibile le occasioni di contagio per i
pazienti diabetici e il personale sanitario attuando il distanziamento
sociale, secondo l’attuale normativa, garantire un adeguato compenso
ai pazienti diabetici, gestire le loro problematiche imminenti senza
dover recarsi dal MMG o al Pronto soccorso e programmare il nostro
lavoro senza un’onda di bisogni difficilmente gestibile al rientro
alla normalità”.


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