Sant’Efisio, 4 giorni di eventi: Festa dedicata alle vittime del mare

Novantaquattro Comuni rappresentati, 90 gruppi folk, 280 cavalieri di cui 70 miliziani, 18 traccas, e 2.750 devoti a piedi.  L’assessore Argiolas: “Dossier valutato positivamente della commissione Unesco”

Tutto pronto per la 359esima Festa di Sant’Efisio, quest’anno dedicata “alle vittime del naufragio nel Canale di Sicilia”,  come ha annunciato il sindaco Massimo Zedda durante la conferenza stampa di presentazione del programma. Quattro giorni di festeggiamenti che culmineranno nella processione del primo maggio. Ma sono tanti anche gli eventi collaterali. Novantaquattro i Comuni rappresentati, 90  gruppi folk, 18 traccas, e 2.750  devoti a piedi. Novità anche per il riconoscimento della Festa come bene immateriale dell’umanità. “Il dossier della candidatura è stato giudicato positivamente dalla Commissione Unesco”, ha detto l’assessore comunale del Turismo, Barbara Argiolas.

  Nell’ambito delle azioni di salvaguardia messe in campo per il pellegrinaggio dell’1 fino al 4 maggio, quest’anno i gruppi di fedeli in abito tradizionale dei luoghi del Cammino, di Cagliari, Capoterra, Sarroch e Pula, direttamente coinvolti dal Rito, accompagneranno il Santo a piedi in processione direttamente fino alla Chiesa di Giorgino, insieme a tutti gli altri devoti. Assume un ruolo di straordinaria importanza per l’edizione 359 della Festa, la valorizzazione del patrimonio  linguistico tradizionale che si avrà durante la processione con i canti dei rosari, delle pregadorìas, dei goccius e nella programmazione degli eventi collaterali della Festa. Specificatamente nella via Giovanni Maria Angioy, in collaborazione con l’Università di Cagliari, saranno effettuate delle registrazioni sul campo dei canti lungo il percorso, registrazioni che poi saranno rese fruibili al pubblico l’anno venturo, con pubblicazioni e dvd dedicati passaggio del Santo sarà scandita dal repertorio della tradizione in lingua sarda e in latino: in quattro punti strategici del cammino cittadino i fedeli e i turisti potranno ascoltare il coro Grazia Deledda di Nuoro in via Roma; in via Mameli e Largo Carlo Felice il coro polifonico femminile di Tonara; in Piazza del Carmine il coro polifonico Carrales di Cagliari, formato da studenti provenienti da più parti della Sardegna e, infine, nel Corso Vittorio Emanuele il coro polifonico S’Arrodia di Sinnai. 

Il programma. Si parte il 30 aprile alle 20 in piazza del Carmine con lo spettacolo teatrale “Efisio, uomo e santo”, in cui gli attori Daniela Deidda e Stefano Raccis, con le musiche originali del compositore Mauro Palmas, e le proiezioni in video arte di Francesco Casu ripercorreranno le tappe dell’esistenza terrena di Sant’Efisio. A seguire, sempre il 30 aprile in piazza del Carmine, grande attesa per il concerto di musica popolare sarda. Dalla piazza si leveranno, per oltre un’ora di concerto, i cori polifonici che proporranno i brani più significativi della musica popolare sarda, l’espressione musicale originaria della nostra isola. In una sequenza di suggestioni che vedranno le varianti musicali del “cantu a tenore” della Sardegna centrale, del “cantu a cuncordu” dell’area del Montiferru e il “cantu a tasgia” della Gallura, con l’intento di avvicinare le persone di tutte le età alla magia del canto sardo polifonico. La sera di venerdì 1° maggio dalle 18 sempre in Piazza del Carmine, si conferma il consueto appuntamento con il Festival di Sant’Efisio, straordinaria e tradizionale festa del ballo popolare che vedrà la partecipazione dei gruppi folcloristici provenienti da tutta la Sardegna, dei tenores di Bitti e di Orgosolo e dei maestri Luigi Lai e Ignazio Erbì. Il 2 maggio alle 20, Elena Ledda inaugura la prima rassegna sul canto monodico al femminile. La grande artista sarda, nel corso della sua carriera internazionale, ha caratterizzato l’evoluzione della musica popolare della Sardegna. Domenica 3 maggio, dalle 20 Cagliari diventa dopo decenni, palcoscenico e punto di riferimento della gara poetica in lingua sarda nelle due più importanti espressioni: la “gara logudorese” (cantare a bolu) e la “gara campidanese” (su cantu de sei), diffusa nel sud dell’isola. L’attesa per il rientro del Santo a Cagliari previsto nella tarda serata del 4 di maggio è accompagnata come di consueto ormai, dall’appuntamento con la compagnia dell’Associazione Figli d’arte Medas al Palazzo Civico.


In questo articolo: