La sanità isolana “sta sprofondando in una crisi senza precedenti, certificando in modo inequivocabile la totale inefficacia dell’azione politica di Alessandra Todde, sia nel suo ruolo di Presidente della Regione che, in modo ancora più colpevole, nella sua veste di Assessore ad interim alla Sanità”.
A denunciarlo è Alessandro Sorgia, che raccoglie la voce disperata dei pazienti e le innumerevoli segnalazioni di queste ore, delineando un quadro clinico e organizzativo drammatico su più fronti.
“L’agonia dei Pronto Soccorso: pazienti fragili abbandonati a se stessi. Il resoconto quotidiano dai presidi d’emergenza, in primis al Brotzu, assomiglia sempre più a un bollettino di guerra.
Pazienti anziani e vulnerabili, spesso con patologie gravi come demenza e polmoniti severe, pur classificati con codici di priorità elevata, vengono sistematicamente lasciati in attesa per oltre tredici ore prima di ricevere assistenza.
Anche le dimissioni protette sembrano essere un miraggio, con malati a rischio di blocco renale o gravemente disidratati costretti a subire ulteriori e interminabili ore di stazionamento in barella.
In questo contesto di totale disorganizzazione, si assiste al fenomeno disperato della fuga dei malati: persone con dolori atroci, abbandonate in sala d’attesa per intere nottate, scelgono di firmare le dimissioni volontarie pur di fuggire da una situazione insostenibile.
A questo dramma logistico si aggiunge una preoccupante carenza di personale che comporta turni massacranti e conseguenze con poca empatia e mancanza di controllo organizzativo.
Un segnale allarmante di come il collasso gestionale stia inaridendo anche l’aspetto umano delle cure, rendendo indispensabile un monitoraggio rigoroso delle dinamiche interne ai reparti attraverso la costante presenza di figure di coordinamento adeguate.
Terapia Intensiva Pediatrica: annunci vuoti e “viaggi della speranza”
Il disastro purtroppo non risparmia nemmeno i pazienti più piccoli e indifesi.
I continui e drammatici trasferimenti urgenti di neonati e bambini verso strutture ospedaliere di altre Regioni dimostrano, al di là di ogni smentita, che la rianimazione pediatrica in Sardegna non è ancora pienamente operativa.
Il progetto per la Terapia Intensiva e Semintensiva Pediatrica al Brotzu resta di fatto bloccato a causa di una cronica carenza di anestesisti pediatrici, medici e infermieri dedicati.
Senza un adeguato inserimento di personale strutturato, le fondamentali attività chirurgiche e la gestione delle emergenze critiche non possono decollare, mettendo quotidianamente a rischio la vita dei bambini.
Di fronte a questa tragica realtà, le rassicurazioni della Presidente Todde si rivelano nient’altro che annunci vuoti e propagandistici, privi di alcun riscontro pratico per la tutela dei più fragili.
Asl 8 e Ares: il paradosso delle analisi del sangue bloccate
A completare questo inaccettabile quadro di inefficienza sistemica esplode lo scandalo dei laboratori di analisi, in particolare al Santissima Trinità (Asl 8), dove l’esecuzione di esami del sangue fondamentali è stata incredibilmente sospesa a causa del mancato approvvigionamento dei necessari reagenti diagnostici.
È intollerabile che vengano interrotti test vitali per i cittadini, come quelli per gli ormoni tiroidei, i marcatori tumorali essenziali per monitorare il cancro del pancreas e delle vie biliari, e gli anticorpi per la celiachia.
Questa gravissima interruzione del servizio pubblico si inserisce in un desolante panorama di paralisi amministrativa, ampiamente aggravato dall’assenza di un direttore generale alla guida dell’Ares.
Mentre gli enti preposti si rimpallano sterilmente le responsabilità sulle procedure di approvvigionamento e sui contratti, i cittadini malati restano le uniche vere vittime indifese di un sistema profondamente malfunzionante, sordo a qualsiasi richiesta di dialogo o di risoluzione tempestiva delle criticità emerse”.
“La decisione della Presidente Todde di trattenere la delega alla Sanità si sta rivelando un disastro su tutta la linea,” dichiara Alessandro Sorgia. “Dalle attese estenuanti nei Pronto Soccorso, all’incapacità di garantire cure intensive ai nostri neonati, fino all’assurda interruzione degli esami del sangue di routine per beghe burocratiche tra Asl e Ares: la sanità sarda è al collasso. I cittadini sono stanchi di rimpalli di responsabilità, di rinvii e di propaganda. Se la Presidente non ha il tempo, l’umiltà di confrontarsi con la realtà dei fatti e le competenze per gestire questa emergenza, ne tragga le dovute conseguenze e affidi immediatamente la sanità a chi può salvarla dal baratro”.













